Gazzetta di Reggio

Reggio

rubiera 

Bretella lontana «Cavallaro punti alla tangenziale più piccola»

Elisa Pederzoli
Bretella lontana «Cavallaro punti alla tangenziale più piccola»

Nodo per Campogalliano-Sassuolo confermato dal ministro Il Comitato Agricoltura rincara: «Il progetto non conviene»

2 MINUTI DI LETTURA





Elisa Pederzoli

RUBIERA

Giorgio Bonacini del Comitato Agricoltura Ambiente non dice “ve lo avevamo detto”, ma quasi. Di fronte al “rallentamento” del progetto della bretella Campogalliano-Sassuolo, confermato nei giorni scorsi dalla Festa del Pd di Modena dal ministro dei Trasporti, Paola De Micheli, legati al rinnovo della convenzione con l’A22, il comitato che combatte contro il tracciato della tangenziale di Rubiera – che nei piani attraversa zona agricole di pregio del territorio di Reggio Emilia, tra Bagno e Corticella – non sembra stupito. «Durante le elezioni sono tutti bravi a fare grandi promesse, ma quando è ora di raccogliere dispensano colpe a destra e manca, e soprattutto verso chi non la vuole – commenta Bonacini –. Invece, semplicemente si tratta di un’opera (la bretella, ndr) che va contro tutti i concetti non solo ambientali, ma economici: 600 milioni per 14 chilometri di autostrada, un progetto che doveva coinvolgere aziende che si sono trovate in difficoltà come Unieco, Turci, Sicrea... Quindi, cosa si aspettavano i rubieresi?». Perché alle sorti della bretella è legata la realizzazione della tangenziale di Rubiera. E Bonacini si rivolge direttamente al sindaco, Emanuele Cavallaro: «A lui direi di prendere seriamente in considerazione l’ipotesi di puntare su una piccola tangenziale».

Bonacini però avverte: «Non sono contento, sia chiaro. Sono il primo ad ammettere che Rubiera deve trovare una soluzione al problema del traffico pesante in centro, ma bisogna dire che c’è stata una gestione urbanistica negli anni precedenti sbagliata, il traffico degli abitanti si è spostato su linee che non sono consone a un piano regolatore efficiente. Ma se puntano ancora a questo progetto, devono attendere cosa dirà il ministero dell’Ambiente alla luce delle prescrizioni espressa dalla Via e dal Comitato, aspettare il rinnovo della concessione ad A22, la liquidazione dei membri privati, aspettare che lo Stato ci metta 250 milioni per questa cosa. Ma poi si faranno anche i conti con altre prescrizioni, quelle derivanti dai siti che saranno attraversati e che in passato erano utilizzati non solo per le cave ma anche per il sotterramento di materiali speciali. Anche questo sarà un altro tema da affrontare quando inizieranno gli scavi». Bonacini è scettico che tutto questo abbia tempi celeri.

«Meglio fare una piccola tangenziale, che passi nei pressi del Conad, che passi da ponte luna, almeno si sposta dal centro il traffico pesante. E poi – rilancia la vecchia proposta del comitato mai abbandonata – studiate di fare una tangenziale a nord, che sarebbe la soluzione più facile al mondo». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google