Conclusi i lavori post-Covid Il Posta riapre dopo sei mesi
La soddisfazione di Umberto Sidoli, la cui famiglia gestisce l’hotel da cento anni «Abbiamo creato i presupposti necessari per tutelarci dalla pandemia»
REGGIO EMILIA
«Si, si riparte. Finalmente». Umberto Sidoli, discendente della famiglia Sidoli-Terrachini, che da generazioni gestisce lo storico Hotel Posta che si trova nel cuore del centro storico reggiano, conferma con un sospiro di sollievo la ripresa dell’attività della rinomata struttura alberghiera di Piazza del Monte.
«E pensare che mi gloriavo – annota ironicamente – del fatto che in 500 anni non ci eravamo mai fermati e che negli ultimi cento anni l’hotel non aveva mai interrotto l’accoglienza degli ospiti. Questa volta però non potevamo proseguire, occorreva difendere le nostre “4 stelle” riammodernandoci e creando i presupposti necessari a tutelarci dalla pandemia. Per questa ragione abbiamo dato vita a un profondo rinnovamento di tutti gli spazi disponibili. I lavori hanno preso il via lo scorso 9 marzo e solo da lunedì abbiamo potuto riaprire i battenti. Con piena gioia del personale dipendente, rimasto in sospeso per quasi sei mesi, e naturalmente nostra grande soddisfazione. La lunga storia dell’Hotel Posta, che guidiamo da sempre con passione e determinazione può dunque continuare».
L’albergo, come noto, è collocato all’interno del duecentesco Palazzo del Capitano del Popolo, in Piazza del Monte, una zona centralissima, strategica e collocata a due passi dal Duomo, dal Municipio e dalla Sala del Tricolore. Risulta fra i più antichi d’Italia.
Nel 2015 ha celebrato il mezzo millennio di ospitalità alberghiera e nel 2019 ha festeggiato la tradizione centenaria della gestione da parte della famiglia Sidoli-Terrachini.
Si tratta dunque, da sempre, di un abituale punto di riferimento per chi viene in visita alla nostra città, sia per motivi di lavoro o di semplice piacere.
L’Hotel Posta dispone di 38 camere e di una elegante Sala riunioni nella quale si svolgono abitualmente convegni e dibattiti, conferenze, presentazioni di libri, incontri con artisti e personaggi illustri. Questa volta la priorità della sicurezza ha però imposto l’insolito stop, che ha consentito l’adozione di tutte le misure previste dai protocolli nazionali e regionali come i nuovi processi di pulizia e sanificazione e l’applicazione del distanziamento sociale.
«Sono presupposti che abbiamo adottato con grande senso di responsabilità – aggiunge Sidoli – e solo due giorni fa abbiamo rimesso in moto la nostra bella sala convegni. Stando distanziati non si arriva però oltre i quaranta posti, meno della metà di quelli possibili in passato. In compenso, fra le novità per i clienti ci sono ora il check-in veloce e la prima colazione che viene servita al tavolo poiché le nuove regole non permettono il libero servizio al buffet. Infine il bar dell’albergo, lo storico Bar Nazzani che si trova al piano terra, per il momento resta chiuso ma presto anche lui potrà riaprire».
Ad attenuare l’entusiasmo di Umberto Sidoli solo il fatto che un’altra struttura alberghiera gestita dalla famiglia, l’Hotel Reggio, un tre stelle che opera alle spalle delle Farmacie di piazza Prampolini, è obbligato per il momento a restare chiuso.
«Non è ancora ripreso il dinamismo precedente e siamo costretti a stare fermi – conclude Umberto Sidoli, non senza un pizzico di amarezza – La città di Reggio fatica a ripartire e non bastano i raduni dei giovani per ridare dinamismo e vita al centro storico. La ripartenza del Posta costituisce comunque un segnale positivo che mi auguro sia il primo passo, in vista del rilancio della nostra economia». —
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