E il referendum chiamerà alle urne 400mila reggiani
Dopo il fronte del “No” nasce anche il comitato a favore del “Sì” nel quale è presente la reggiana Roberta Mori
REGGIO EMILIA
La domanda che gli elettori troveranno sulla scheda e a cui dovranno rispondere con un “sì” o un “no” è semplice: «Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 240 del 12 ottobre 2019?». È questo il quesito al quale saranno chiamati circa 400mila reggiani per il referendum del 20 e 21 settembre. Si tratta di un referendum confermativo, nel quale gli elettori dovranno decidere se dare o meno il via libera al taglio dei parlamentari, legge voluta dal M5s e votata da Fdi, Lega e Pd.
A differenza del referendum abrogativo, in questo caso non è previsto un quorum di partecipanti al voto e l’esito sarà valido indipendentemente dal numero dei votanti. Se il “Sì” vincerà i parlamentari passeranno dagli attuali 945 a 600. Alla Camera i deputati si ridurranno da 630 a 400, mentre i senatori passeranno da 315 a 200. Un taglio del 36,5% dei componenti di entrambi i rami del Parlamento, pari a 345 politici in meno a rappresentare gli italiani. La riforma, cambia il rapporto numerico di rappresentanza sia alla Camera (1 deputato per 151.210 abitanti, mentre oggi è di 1 per 96.006 abitanti) sia al Senato (1 senatore per 302.420 abitanti, mentre oggi è 1 ogni 188.424 abitanti).
Questa riforma comporterà la necessità di ridisegnare i collegi elettorali con un’altra legge che ancora manca. Ed è su questo tema che le intenzioni di voto sono diventate non più solo “sì” o “no” ma anche, soprattutto a sinistra, un “sì condizionato” all’approvazione della nuova legge elettorale, che comunque non arriverà prima del voto.
A Reggio se il fronte del “No” si è mostrato compatto, organizzando un comitato che ha già organizzato eventi pubblici, sul fronte del Sì il Pd ha atteso il voto della direzione nazionale. Nel comitato per il Sì, c’è anche la consigliera regionale reggiana, Roberta Mori. —
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