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L'appello della reggiana Antonella: «Sono senza una gamba ma ho la testa per lavorare»

Daniela Aliu
L'appello della reggiana Antonella: «Sono senza una gamba ma ho la testa per lavorare»

L’appello di Antonella Pregnolato, disabile 50enne alla ricerca di un impiego. Dopo 48 interventi chirurgici, afferma: «Bisogna trovare la grinta dove non c’è»

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SANT’ILARIO. Si chiama Antonella Pregnolato, ha 50 enne, abita a Sant’Ilario d’Enza con il figlio di 30 anni, fa la volontaria per la Croce Bianca locale e da 26 anni è costretta vivere su una sedia a rotelle.

Il suo calvario è iniziato il 28 giugno del 1994 quando, all’altezza di Cella, è rimasta ferita in un grave incidente stradale. Da allora la sua vita è cambiata profondamente: Antonella ha dovuto tirare fuori tutta la sua grinta per affrontare ben 48 interventi chirurgici. Ma non si è mai data per vinta e, nei giorni scorsi, ha conquistato tutti con il suo annuncio sui social per la ricerca di un impiego.

Ha scritto: «Sto cercando un lavoro. Sono così come mi vedete un po’ sgangherata, ma con la voglia di avere un po’ di dignità che solo un lavoro ti può dare. Sono iscritta a Montecchio al collocamento mirato, ma io penso che è meglio che lo cerco io. La prossima settimana avrò anche il certificato dalla commissione dove mi certifica che non ho la gamba, ma la testa sì. Sono abituata ad arrangiarmi, ma questa volta chiedo aiuto anche sui social. Grazie a chi mi aiuterà, io sono pronta anche a spostarmi».

In paese la conoscono tutti come una donna forte e con grinta da vendere. E il suo annuncio in qualche modo racconta proprio questo di lei, quello di una donna non smette di avere il sorriso sulle labbra.

«La mia vita è come un breve film – racconta –. Personalmente ne ho viste tante. Dopo tantissimi interventi dovuti a diverse infezioni, nel 2019 mi amputano la gamba. Ogni intervento per me era una sfida da vincere e tornare a vivere».

Non si è data mai per vinta, Antonella. Nonostante le difficoltà non ha mai smesso di guardare avanti con fiducia. E lo fa anche ora che ha deciso di mettersi in gioco, anche pubblicamente, raccontando la sua storia e provando a cercare un lavoro. Affinché chi le sta di fronte non guardi solo ciò che le manca, ma tutto quello che ha da dare.

«Non bisogna litigare, non bisogna portare rancore, le cose succedono perché devono succedere – va avanti – Bisogna trovare grinta lì dove non c’è, io sono abile e forte e anche nelle mie condizioni voglio lavorare e rendermi utile. Cerco un lavoro perché così le mie giornate passano con la dignità lavorativa». Nella sua vita da volontaria ci sono gli amici, il figlio, i volontari che riempiono in qualche modo gli spazi vuoti. Anche nei mesi difficili dell’emergenza Covid e del lockdown Antonella ha continuato a fare la volontaria, lottando e aiutando le persone contro il virus, mesi durante i quali ha perso il suo amico Mirco (volontario morto di Covid).

«In queste condizioni, mi sono creata il mio mondo, anche se la situazione non è facile per me. Cerco un lavoro, cerco una casa, ho molto da dedicare agli altri e rendermi utile. Appena la mia situazione si sistemerà,e ringrazio in anticipo chi mi aiuterà, scriverò un libro dove racconterò come ogni mio intervento è stato una sfida da vincere. Perché alla fine, vince la vita sempre» confida.

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