Anche Landi Renzo impatta sul Covid. Il fatturato scivola del 40%
Nel primo semestre pesa l’effetto dello stop nel settore dell’auto ma i vertici hanno messo in sicurezza l’azienda
CAVRIAGO. In sei mesi il fatturato consolidato della Landi Renzo ha toccato i 60 milioni di euro, il -41% in meno rispetto ai 102 milioni del semestre dell’anno scorso. Basta questo per capire l’impatto del coronavirus sui conti dell’azienda dell’automotive, che aveva compiuto passi decisivi verso il rilancio, affossato ora dallo stop mondiale dell’economia. Il risultato netto è infatti negativo, pari a 6,7 milioni, rispetto all’utile di 2,9 milioni al 30 giugno 2019, dato che segnava il risanamento per l’azienda che produce sistema a trazione gpl e metano. Ecco allora che l’ad Cristiano Musi ha nuovamente corretto la rotta, soprattutto sul fronte dei costi, per salvaguardare il più possibile i margini. «I risultati di questo secondo trimestre dell’anno sono stati, come prevedibile, fortemente impattati dalla pandemia da Covid-19 - ha dichiarato ieri il manager ingaggiato dalla famiglia Landi - Nonostante le difficilissime condizioni di mercato e il contesto macroeconomico incerto, abbiamo fatto il possibile per mettere in sicurezza l’azienda, sia dal punto di vista delle nostre risorse umane, che a livello finanziario, utilizzando tutte le misure e strumenti a nostra disposizione. Al contempo abbiamo continuato a guardare avanti, allo sviluppo della mobilità green, sia Cng, che Lng e idrogeno con il team interno di ricerca e sviluppo che ha continuato a lavorare a pieno ritmo anche in modalità smart working. Abbiamo inoltre lavorato molto sui costi, sia fissi che variabili, per allineare la nostra struttura al contesto attuale di mercato. Per quanto concerne la nostra joint venture Safe&Cec, attiva nel settore della distribuzione gas, biomentano e idrogeno, è stata invece meno impattata dagli effetti della pandemia, con ricavi nel primo semestre in crescita rispetto al medesimo periodo dell’esercizio precedente e con previsioni di miglioramento nella seconda parte dell’anno, forti del significativo portafoglio ordini in essere».
La speranza per l’intero comparto è che gli incentivi statali ora attivi in Italia e all’estero per l’acquisto di auto, riescano a rinvigorire la domanda da parte delle case automobilistiche. Il gruppo Landi è comunque riuscito a mantenere livelli di marginalità positivi nonostante il deterioramento delle condizioni economiche e di mercato causate dalla pandemia da Covid-19 che ha impattato sui principali indicatori economico-finanziari. L’Ebitda è stato di 1 milione di euro nel semestre, in forte calo rispetto al medesimo periodo dell’esercizio precedente (13,3 milioni) mentre l’Ebitda adjusted è stato pari a 1,9 milioni (pari al 3,1% del fatturato), che ha particolarmente risentito del calo degli ordinativi che hanno coinvolto tutti i canali (era a 13,6 milioni al 30 giugno 2019). —
E.L.T.. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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