Gazzetta di Reggio

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«Il nuovo anno scolastico? Vogliamo dedicarlo a Willy»

I consiglieri e le consigliere dei gruppi di maggioranza in Sala del Tricolore

La riflessione dei consiglieri dei gruppi di maggioranza in Sala Tricolore «Il sacrificio di questo ragazzo deve farci pensare, gli dobbiamo molto» 

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la proposta

Morire a 21 anni, morire per difendere un amico, morire di botte.

È finita così la vita di Willy Monteiro Duarte, il ragazzo originario di Capoverde, cresciuto in Italia, studente e lavoratore, promessa del calcio della squadra di Colleferro, vicino a Roma, considerato da tutto il paese un bravo ragazzo. Si è spento su un marciapiede all’alba di domenica dopo un pestaggio selvaggio durato 20 minuti: pugni e calci, fino all’ultimo colpo fatale, hanno spento per sempre il suo sorriso aperto, i suoi occhi allegri affamati di vita. Sotto accusa ci sono quattro ragazzi di un paese vicino, Artena, che ora si stanno accusando tra loro. La rissa è scoppiata in una discoteca per motivi futili, come spesso accade, un commento alla foto di una ragazza sui social che ha fatto da miccia alla violenza latente che si coltiva in rete, e che anche in questi giorni non ha smesso di esercitare la sua forza perversa con commenti razzisti e post inneggianti ai presunti autori dell’omicidio.

La responsabilità morale e materiale di chi in questi anni ha seminato odio e veleno, nelle nostre comunità, ha fomentato consapevolmente la rabbia, ha incitato a comportamenti di disprezzo delle leggi e delle persone, ha diffuso una cultura di morte, è enorme e non si può perdonare.

Willy Monteiro Duarte, invece, aveva negli occhi le speranze e gli ideali di una nuova generazione che rifiuta la violenza, che crede nell’amicizia, che non ha paura. Una generazione capace di compiere azioni civili.

Per questo come consiglieri e consigliere comunali ci sentiamo di proporre di dedicare l’imminente riapertura delle nostre scuole a questo giovane ragazzo. Il suo sacrificio deve farci pensare: Willy ha compiuto un atto spontaneo di amicizia, di solidarietà, di aiuto nel momento del bisogno, dimentico di sé e responsabile per gli altri. Noi possiamo nel nostro piccolo riprendere la vita nella comunità scolastica con l’attenzione alle regole e alle misure di sicurezza, il senso di responsabilità, il rispetto che dobbiamo a chi amiamo e a chi ci sta vicino. —

I consiglieri e le consigliere dei gruppi di maggioranza

in Sala del Tricolore

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