Per la prima campanella in attesa 2.500 docenti
Le nomine, tuttora in corso, saranno ultimate entro la prossima settimana Circa 700 gli insegnanti aggiunti per far fronte all’emergenza sanitaria
REGGIO EMILIA
Ci sono le aule in più, i banchi monoposto, le mascherine, il gel igienizzante, gli autobus e gli scuolabus per il trasporto. Fino a qualche giorno fa mancava ancora un insegnante su quattro. Le lezioni scolastiche ricominceranno puntualmente lunedì prossimo, ma in molti casi ad orario ridotto per alcuni giorni o una settimana, in attesa che vengano nominati tutti i circa 2.500 supplenti destinati ad occupare le cattedre non assegnate ai docenti stabilizzati.
È un ritardo che si ripete ogni anno a causa della complessità delle operazioni che durante l'estate impegnano l’apparato amministrativo dell’Ufficio scolastico regionale e l'ex-provveditorato agli studi per l’assegnazione dei posti di lavoro prima al personale di ruolo da trasferire e da insediare, infine ai precari assunti con un contratto a tempo determinato. Quest’anno le cose si complicano, poiché al solito fabbisogno s’è aggiunto quello straordinario dovuto all’emergenza sanitaria che, per assicurare il distanziamento, ha imposto lo sdoppiamento di molte classi e la conseguente assunzione di oltre 400 docenti del cosiddetto “organico Covid” suppletivo.
Giovedì scorso l’Ufficio scolastico provinciale ha dato inizio, con il controllo dei sindacati, alle nomine dei supplenti sulla base delle graduatorie provinciali. Le operazioni, che dovrebbero terminare entro la metà o la fine della prossima settimana, riguardano circa 620 posti, di cui 440 di sostegno, nelle scuole primarie, 650 (270 di sostegno) nelle medie inferiori, 850 (230 di sostegno) nelle superiori e 60 (17 di sostegno) nelle scuole dell'infanzia, oltre a più di 300 nomine di personale Ata (amministrativo, tecnico e ausiliario).
Intanto spetta ai dirigenti scolastici il reclutamento degli oltre 700 docenti e non docenti dell'organico Covid attraverso le graduatorie d’istituto. A tale scopo l’Ufficio scolastico regionale ha assegnato alle singole scuole reggiane le somme richieste, che assommano a 15 milioni e 610mila euro e sono calcolate prevedendo contratti a tempo determinato della durata di nove mesi.
Il personale docente reclutato in questi giorni contribuisce a formare l’organico di fatto integrando l’organico di diritto costituito da chi è assunto in pianta stabile.
Nell’anno scolastico appena iniziato si contano 7.173 posti di diritto, cioè di ruolo, di cui 5643 sono posti di insegnamento, 832 di sostegno e 698 di sostegno in deroga. Gli alunni delle scuole statali sono in tutto 65.180, lo 0,9% in meno rispetto al 2019-2020. Sono compresi 2682 portatori di handicap, lo 0,3% in più.
La nostra provincia annovera 67 istituzioni scolastiche, fra cui tre istituti sottodimensionati che dovrebbero essere aggregati ad altre scuole, e due Cpia, centri provinciali per l’istruzione degli adulti frequentati da stranieri. Ammontano a 172 le sezioni della scuola dell'infanzia, a 1.167 le classi della primaria, a 706 quelle delle medie inferiori e a 994 quelle delle superiori, per un totale di 3.039 classi o sezioni. L’organico di fatto del personale Ata comprende 1.878 dipendenti, cioè 64 dirigenti dei servizi generali e amministrativi, 132 assistenti amministrativi, 421 assistenti tecnici, 1.251 collaboratori scolastici, sette addetti alle aziende agrarie, un guardarobiere e due cuochi. —
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