Referendum, i fronti opposti serrano le fila M5s si mobilita per il Sì, la sinistra per il No
Oggi i banchetti pentastellati anche nella nostra provincia. Rec e “Reggio è” contrari a questo tipo di taglio dei parlamentari
Roberto Fontanili
/ REGGIO EMILIA
Dopo un lungo letargo e a una settimana dal voto anche lo schieramento del “Sì” al referendum del 20 e 21 settembre si sveglia e i due schieramenti serrano, per così dire, le fila. Tra i sostenitori del “Sì” – dopo che il Pd ha dato il via libera con in direzione e l’ingresso nel Comitato nazionale della consigliera regionale del Pd reggiano Roberta Mori – anche il M5s si mobilita e oggi sarà presente in 27 piazze della nostra regione tra cui Castellarano e Rubiera. Aumentano però anche le adesioni tra i contrari al taglio dei parlamentari.
In ordine di tempo quella di Rec (Reggio Emilia Comune), la lista di sinistra che alle ultime elezioni comunali ha sostenuto il candidato sindaco Daniele Codeluppi e “Reggio è”, la lista di sinistra rappresentata in giunta da Lanfranco De Franco.
I banchetti del M5s
Questa mattina esponenti del M5s saranno con i banchetti in 27 piazze della nostra regione. Tre gli appuntamenti nel reggiano: Castellarano, Cavriago e Rubiera, per incontrare i cittadini e spiegare le ragioni del “Sì” e sostenere che «si tratta di una riforma che va nella direzione di un vero cambiamento, che lascia invariata la rappresentanza, senza toccare gli equilibri della Costituzione come invece facevano le controriforme del 2006 varate da Berlusconi e nel 2016 da Renzi». L’appuntamento clou sarà a Faenza (dove si vota anche alle comunali), con Luigi Di Maio e la senatrice Paola Taverna.
I sostenitori del no
Anche “Reggio è” si esprime per il “No” al referendum sul taglio dei parlamentari: arriva a questa scelta dopo un lungo e sofferto ragionamento in cui ricorda che «il taglio dei parlamentari è stato uno degli impegni presi tra i gruppi parlamentari M5S, Pd, LeU» e sottolinea che «anche all'interno del centrosinistra e della maggioranza c’è chi sta usando il “No” per mettere in difficoltà il Governo». Ma aggiunge: «Rivendichiamo un altro modo di leggere il “No”, più sincero e complesso e che necessita di un passaggio fondamentale: il superamento della retorica populista e anticasta, che il M5s ha interpretato da subito e il Pd ha sposato con il referendum fallito del 2016. Per questi motivi, ci schieriamo per il no, a fianco di tanti cittadini tra cui Anpi, Arci, Sardine». Per Rec, invece, la ragione principale della propria adesione al Comitato per il No è semplice: «I limiti dell'attuale modello politico rappresentativo non si risolvono con tagli lineari. Con la vittoria del sì ci troveremmo davanti ad un accentramento del potere parlamentare in mano a pochi con l'esclusione di intere Regioni e di partiti. Un insulto alla democrazia che varrebbe un risparmio di un caffè per cittadino all'anno».
I numeri
Saranno oltre 3,3 milioni (1,7 milioni donne e 1,6 milioni uomini) gli elettori nella nostra regione chiamati alle urne per il referendum e per votare in 15 comuni il rinnovo dei consigli comunali. Tra loro anche 18mila giovani chiamati al voto per la prima volta. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
