Oggi l’atteso ritorno a scuola, parte il test più difficile dopo il lockdown
Quella di oggi sarà la più grande prova generale di ritorno alla normalità dal lockdown in poi, salutata già dalle prime incognite
REGGIO EMILIA. Sono decine di migliaia di giovani solo a Reggio Emilia e scalpitano per tornare alla vita comune in classe. Ma da oggi, quando non ci sarà la distanza minima, dovranno alzarsi la mascherina sul viso, senza accalcarsi negli autobus, rispettando i nuovi percorsi di ingresso nelle scuole e le nuove stringenti norme di igiene.
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Ecco perché quella di oggi sarà la più grande prova generale di ritorno alla normalità dal lockdown in poi, salutata già dalle prime incognite, tra possibili scioperi dei mezzi pubblici, cattedre vacanti e il pericolo dei focolai di contagio. Dopo il test nelle scorse settimane sul rientro al lavoro degli adulti, oggi – dopo ben sette mesi – tornano infatti in classe 65mila studenti reggiani. Un vero e proprio plotone, dalle elementari alle superiori, che con i loro insegnanti e il personale delle scuole torneranno a vivere, imparare e respirare sotto lo stesso tetto, andandosi ad aggiungere ai bimbi di asili e materne già tornati in aula.
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Esperienza, quest’ultima, salutata già da due casi di contagio da Coronavirus nati da focolai domestici ma giunti in aula, che hanno imposto la quarantena a bimbi e maestre di una asilo di Arceto e una materna di San Prospero a Reggio, oltre a un caso giunto al corso di recupero al liceo Ariosto-Spallanzani di Reggio.
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Prima di sentire risuonare la tanto attesa campanella, però, gli studenti dovranno arrivare a scuola. E qui c’è il primo test di massa: l’utilizzo dei mezzi pubblici, che potranno essere usati all’80% della loro capacità ufficiale. «Le misure anti Covid emanate per il trasporto pubblico non assicurano di evitare il rischio di contagio per i conducenti e per le persone trasportate», tuona il sindacato Usb che ha annunciato 4 ore di sciopero sui mezzi di Seta per il servizio urbano ed extraurbano di Reggio Emilia e Piacenza dalle 18 alle 22 mentre gli uffici e gli impianti fissi nelle ultime 4 ore del turno.
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Una protesta simbolica e foriera di pochi disagi, non gravando sugli orari di punta del mattino. A suonare la sveglia all’azienda pubblica dei trasporti emiliani che opera su Reggio è anche il sindacato Orsa, che ha “denunciato” Seta anche all’Ausl e al Nas di Parma con l’invio di un comunicato sindacale con il quale gli autisti reggiani si lamentano dell’azienda: «Seta ha arbitrariamente eliminato le misure di delimitazione della distanza fra la postazione di guida e l’area di utilizzo dei passeggeri e ha abilitato l’utilizzo della porta anteriore, esponendo a rischio contagio gli autisti di autobus» viene riportato nella rivendicazione sindacale.
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Gli autisti chiedono «la salita e la discesa dei passeggeri dalla porta centrale e dalla porta posteriore utilizzando idonei tempi di attesa al fine di evitare contatto tra chi scende e chi sale». I dubbi, per molti autisti, riguarda anche la presenza di stewart a terra per regolare i flussi, soprattutto tra gli scolari.
Insegnanti, presidi e personale Ata dovranno gestire quindi circa 65mila studenti, divisi in 1.167 classi della scuola primaria, 706 delle medie inferiori e 994 delle superiori, per un totale di 3.039 classi o sezioni.
I figli dovranno essere lasciati all’ingresso degli istituti scolastici, la misurazione della temperatura corporea sarà fatta a casa come assunzione di responsabilità sociale: ci saranno la segnaletica orizzontale e verticale per evitare assembramenti negli spazi comuni, il ricorso a medici competenti e aule dedicate per forme di isolamento.
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