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Per il centro diurno ancora nulla di fatto Slittata l’apertura

Per il centro diurno ancora nulla di fatto Slittata l’apertura

Nuovo rinvio: la struttura di via Marconi rimane chiusa Bertoldi: «Amministrazione totalmente inadeguata»

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La telefonata dei servizi sociali è arrivata due giorni fa ai familiari degli anziani: nuovo rinvio nell’apertura del centro diurno di via Marconi. Se ne parlerà, probabilmente, il primo ottobre o giù di lì. E la polemica riparte assieme alle proteste del comitato di familiari del centro che dallo scorso marzo provvedono ai propri anziani. Ad attaccare per prima è Marta Bertoldi, capogruppo di Bagnolo Bene Comune.

«Domani, sarà il 14 settembre, cioè l’ultima data estratta e promessa dalla amministrazione comunale nella lotteria per l’apertura del centro diurno di Bagnolo – afferma Bertoldi in una nota – Anzi la penultima perché nemmeno questa sarà la volta buona. A comunicarlo alle famiglie interessate, già da tempo giustamente arrabbiate, è stata la solita telefonate di una incolpevole assistente sociale. Sindaco e assessore competente non pervenuti, nemmeno per assumersi la responsabilità dell’ennesimo nulla di fatto. Se ne riparla a ottobre. Forse. Chissà». «Intanto – prosegue Bertoldi – si avvicina dicembre, ultimo mese per il quale, ha annunciato il sindaco, salvo contrordine, il Comune sarà in grado di farsi carico dei costi. Purtroppo, non è una barzelletta, non è una esagerazione. Le cose vanno proprio così, come sa bene chi, per necessità, o anche per semplice curiosità, sta seguendo questa incredibile vicenda, ancora senza soluzione a cinque mesi dal ritiro ufficiale del precedente gestore. E, soprattutto, a tre mesi dalla ordinanza della Regione Emilia Romagna che autorizzava la riapertura delle strutture di questo genere dopo il periodo di lockdown. Ma questo non è solo un problema delle famiglie direttamente coinvolte. È un problema di civiltà, di solidarietà sociale, di rispetto umano che riguarda l’intera comunità». «Questa amministrazione – conclude la capogruppo – ha già dimostrato su vari fronti la propria inadeguatezza. Ma anche alla inadeguatezza dovrebbe esserci un limite. Che nella vicenda del centro diurno è già stato superato».

Il sindaco Gianluca Paoli, ha spiegato, nelle scorse settimana, quali fossero i motivi nel ritardo della riapertura del centro: dall’assunzione di nuovo personale, ai lavori di adeguamento interni ai locali per garantire la sicurezza degli anziani, fino al problema del reperimento dei fondi per mantenere un servizio i cui costi, a causa delle normative anti Covid, sono raddoppiati. —

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