«Siamo alle soglie dell’anno più difficile di sempre»
Nota congiunta delle principali organizzazioni sindacali della scuola «Graduatorie piene di errori, si rischia un contenzioso senza precedenti»
REGGIO EMILIA
«Siamo alla soglia di un anno scolastico che si presenta fra i più complicati e difficili di sempre». Non nascondono le criticità. Ma, nello stesso, si dicono fiduciosi dell’impegno del personale scolastico. Così, con una nota congiunta di tutti i sindacati, Monica Ottaviani (Flc Cgil Emilia Romagna), Monica Barbolini (Cisl Scuola FSUR Emilia Romagna), Serafino Veltri (Uil Scuola Rua Emilia Romagna), Gianfranco Samorì (Snals Confsal Emilia Romagna) e Rosarita Cherubino (Gilda Fgu Unams Emilia Romagna) augurano «un buon anno scolastico a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori che garantiscono la tenuta del sistema nazionale d’istruzione con impegno e professionalità», invitando a continuare a fare test sierologici. Un augurio rivolto anche al popolo studentesco, in un anno di cui i sindacati analizzano tutte le complessità.
«Negli ultimi giorni si è detto di tutto, in modo strumentale e a sproposito, nel tentativo di screditare il sistema pubblico di istruzione e chi vi lavora, senza tenere conto di ciò che negli anni non è stato fatto per la scuola e per i nostri studenti. Un conto è stimolare la soluzione di problemi organizzativi che sono molti, un altro è il dileggio. Nei mesi scorsi le organizzazioni sindacali, compattamente, non hanno fatto mancare critiche e al contempo suggerito proposte ai decisori politici, ritenendo insufficienti e talvolta inadeguate le azioni adottate tanto da determinare pesanti e innegabili ritardi nell’avvio di questo anno scolastico». Rispetto ad altri Paesi, secondo i sindacati emiliano-romagnoli «è innegabile che in Italia abbiamo maggiori incertezze anche per responsabilità che vengono da lontano». Fra questi, l’inadeguatezza degli edifici scolastici, le difficoltà del trasporto pubblico, l’irrisolto problema degli organici insufficienti, «tanto che, a poche ore dalla prima campanella che attendiamo tutti con ansia, in Emilia-Romagna, nonostante gli sforzi, si stanno ancora svolgendo le operazioni per assegnare una cattedra a migliaia di insegnanti, utilizzando graduatorie con numerosissimi errori che potrebbero portare a un contenzioso senza precedenti». Per i sindacati, che ricordano il ruolo svolto tra mille difficoltà dagli insegnanti durante il lockdown attraverso la didattica a distanza, «si è persa l’occasione di trasformare la crisi da condizione prettamente negativa a opportunità di crescita».
«Nonostante ciò - concludono – il personale della scuola ha reagito con responsabilità cercando in tutti i modi di “tenere insieme” il sistema scuola e ha continuato e continuerà a lavorare per garantire il diritto all’istruzione e per assicurare all’interno degli edifici scolastici un ritorno in presenza il più possibile sereno e soprattutto in condizioni di sicurezza». E ancora: «Continueremo a contribuire con la nostra progettualità al miglioramento del sistema scuola, consapevoli che l’istruzione e la cultura sono alla base della convivenza pacifica, dello sviluppo della democrazia e fattore determinante al miglioramento della struttura economica di tutto il Paese». —
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