Gazzetta di Reggio

Reggio

L’ADDIO AL 21ENNE 

Il vescovo Mauro «Non cada nell’oblio la morte barbara e ingiusta di Willy»

Il vescovo Mauro «Non cada nell’oblio la morte barbara e ingiusta di Willy»

Il monsignore reggiano Parmeggiani ha celebrato i funerali «Impegniamoci tutti a riallacciare un patto educativo»

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REGGIO EMILIA

È stato il sacerdote reggiano Mauro Parmeggiani, vescovo di Tivoli e Palestrina, a celebrare sabato a Frosinone i funerali di Willy Monteiro Duarte, il 21enne assassinato brutalmente la settimana scorsa per aver difeso un amico. Il monsignore, dopo aver ringraziato la famiglia di Willy «per aver dato un’educazione così buona e bella a vostro figlio», ha duramente condannato l’uccisione «barbara e ingiusta» del giovane.

«Tante sono state le parole dette e scritte su un fatto esecrabile, per il quale il nostro cuore è profondamente scosso e colpito – ha detto il monsignore durante l’omelia – Vorrei tuttavia che qui, oggi, risuonassero innanzitutto le parole della fede! Della fede in quel Dio di Gesù Cristo nel quale Willy credeva, che gli è stata trasmessa dalla sua cara famiglia, dalla sua parrocchia di Paliano e che ha illuminato e orientato quella vita bella che in questi giorni abbiamo conosciuto e che si esprimeva in un sorriso dolce e gioioso, nell’impegno serio sul lavoro, nella passione per lo sport ma senza fanatismi di sorta, nel rispetto per gli altri e nell’impegno per loro che, lungi da quegli atteggiamenti di indifferenza che spesso chi si dice “adulto” assume, ha portato Willy a intervenire a favore di un amico per sedare una lite e conseguentemente a perdere la vita in quella forma grande che Gesù ci ha insegnato nel Vangelo: “Non c’è amore più grande di questo: dare la vita per gli amici!” (Gv 15,13)».

«In questo momento di profondo dolore, in particolare per la mamma, il papà, la sorella di Willy e per tutti noi che lo piangiamo – ha proseguito il vescovo Parmeggiani – ciò che deve darci speranza è l’essere consapevoli che Willy, giovane uomo giusto e mite, ora è nelle mani di Dio. Detto questo, credo che occorra rimanere in silenzio davanti al mistero della morte di un giovane. Credo che occorra abbassare il capo e, senza voler rispondere a dei perché che soltanto un giorno comprenderemo, dobbiamo ripetere a noi stessi, ancora una volta, che Dio è Padre e nessun potere – né la morte né alcun’altra creatura, anche di chi gioca con il dono intangibile della vita come hanno fatto gli assassini di Willy – potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore».

Mauro Parmeggiani ha invitato a pregare «per questo giovane che ci lascia un grande insegnamento. Un insegnamento che non vorrei che trascorsi questi giorni pieni di coinvolgimento emotivo, di giusta compassione per Willy e la sua famiglia, di sdegno verso coloro che hanno compiuto un gesto inumano, cadesse come troppo spesso accade nell’oblio o nel fermarsi a qualche targa, monumento commemorativo, intitolazione di qualche torneo di calcio o cose del genere».

E ha concluso: «Perché la morte barbara e ingiusta di Willy non cada nell’oblio impegniamoci tutti – istituzioni, forze dell’ordine, uomini e donne della politica, della scuola, dello sport e del tempo libero, Chiesa, famiglie e quanti detengono le chiavi di un potere enorme: quello dei media e in particolare dei media digitali – a comprometterci insieme, al di là di ogni interesse personale e senza volgere lo sguardo altrove fingendo di non vedere. Impegniamoci tutti, dicevo, a riallacciare un patto educativo a trecentosessanta gradi». —

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