Guastalla, l’oratorio di Pieve riapre con regole ferree
Lettera del vescovo letta da don Nildo in chiesa. «Circolo Anspi da rifondare e con una chiara rendicontazione economica»
GUASTALLA
Attesa da tempo, sabato è arrivata la lettera del vescovo con cui viene riaperto l’oratorio di Pieve, dopo la chiusura decisa nel maggio da monsignor Massimo Camisasca tramite una lettera letta in chiesa da don Nildo Rossi. Ieri mattina, al termine della messa nella basilica di Pieve, don Nildo Rossi ha letto la nuova lettera del vescovo, – indirizzata al sacerdote, all’équipe pastorale, ai membri del consiglio parrocchiale per gli affari economici e, per conoscenza, alle Anspi, provinciale,regionale e nazionale – arrivata dopo un’attenta verifica della situazione da parte della Curia. Nella missiva, il vescovo fissa le linee guida su oratorio, circolo Anspi, sagra del Crocefisso e collaborazione con l’Us Saturno.
«La visita pastorale è un evento ecclesiale importante perché permette al vescovo di entrare nella vita delle cominità che formano la diocesi a lui affidata – afferma monsignor Camisasca –. Anzitutto per rinsaldare l’unità con i presbiteri cui sono affidatre le comunità. Ma anche per entrare nel vivo delle problematiche pastorali che il mondo ci pone e che dobbiamo affrontare insieme: vescovo, parroco, parrocchiani. Inutile ribadire la necessità da parte del vescovo di sostenere le parrocchie nelle scelte formative in un mondo in cui l’indifferenza alla fede e alla partecipazione ecclesiale rende sempre più pesante l’impegno delle comunità, e in particpare dei parroci. E nelle scelte economico-amministrative, in una situazione in cui diventano sempre più complesse le esigenze burocratiche e sempre più pressanti le responsabilità penali anche dei collaboratori. Nella visita pastorale sono coinvolti anche gli uffici di Curia, in modo che tutti gli aspetti dell’evangelizzazione siano affrontati, anzitutto i progetti formativi. Ma anche le iniziative aggregative, gli aspetti finanziari, i mezzi e i suissidi necessari. Anche per questa parrocchia di Pieve erano note alla Curia diverse problematiche. Mediante un primo sopralluogo degli uffici di Curia si sono confermate tali criticità. Con la mia lettera in data 16 maggio 2020 ho inteso raccogliere informazioni documentate in proposito per contributire a far luce sulla oggettività della situazione, senza paura di chiedere la sospensione temporanea delle attività in esame. Avvertivo che emergevano problemi irrisolti e trascinati da anni. Il giusto equilibrio tra attività formative e ricreative, la trasparenza delle attività economiche come richiesta oggi dalla stessa normativa canonica e civile. Le sovrapposizioni che col tempo si sono sempre più accentuate tra le attività di bar, circolo Anspi, oratorio, sagra parrocchiale, campi gioco, parrocchia. Nella lettera chiedevo solo chiarimenti. In particolare desideravo verificare la comunione dei fedeli laici con i propri sacerdoti. Dispiace che già la stessa richiesta si stata ritenuta da alcuni un pregiudizio sulle persone causando malumore e prese di posizione pubbliche distorte. L’esame dei dati raccolti e la verifica della documentazione richiesta agli enti interessati, anche se pervenuta in Curia in modo molto lacunoso, hanno consentito di evidenziare i fattori tecnico-amministrativi ed economico- finanziari con relative prescrizioni, rappresentati nelle due relazioni allegate».
L’ORATORIO
Ed ecco le «indicazioni» del vesovo, a cominciare dall’oratorio: «Di fatto le attività dell’oratorio non sono mai state sospese. Basti pensare alle attività estive che, grazie alla collaborazione con la società sportiva Saturno, hanno occupato ben 10 settimane accogliendo, nonostante le restrizioni imposte, 170 bimbi e ragazzi, oltre a numerosi educatori. Ciò detto, ritengo fondamentale che la parrocchia, preti e laici, intraprenda un cammino con gli uffici diocesani di pastorale giovanile e catechistico per una nuova progettazione degli oratori “Don Bosco” di Pieve e di Guastalla inseriti nell’Unità pastorale. Un cammino educativo di formazione per i ragazzi, i giovani con le loro famiglie».
CIRCOLO ANSPI
«Per statuto il circolo Anspi è un’associazione apolitica che si ispira ai valori cristiani, che si propone di promuovore in campo sociale, ecclesiale e civile gli oratori, i circoli ad essa affiliati; le loro attività di interesse generale e le istanze dei loro soci, in modo da contribuire alla loro educazione integrale attraverso l’attivazione di iniziative varie nel campo formativo e in quello ricreativo secondo la concezione cristiana dell’uomo e per la sua elevazione sociale. Lo statuto Anspi si rapporta con la parrocchia e la pastorale locale diocesana inserendosi nel relativo contesto di principi e valori. È pertanto necessario rifondare il circolo Anspi con criteri pastoralmente coerenti con un apparato amministrativo e con una chiara rendicontazione economico-finanziaria che sarà periodicamente validata da soggetto terzi. Si renderà poi necessario individuare un collegamento formale che supporti tale istanze. Per esempio, mandato di gestione (in allegato). Gli organismi assembleari e di governo devono ricevere supporto dai livelli superiori, Anspi zonale, regionale e nazionale, che avranno cura di verificare periodicamente l’attività svolta in loco e la conformità di detta attività con i parametri assegnati. Di ciò la parrocchia verrà debitamente informata con cadenze periodiche».
SAGRA DEL CROCEFISSO
«Per tradizione è il Crocefisso la ragione di questo momento così bello che richiama fedeli anche oltre i confini della parrocchia. Raccomando che ogni anno si rinnovi questa motivazione di fede, che costituisca la vera anima anche dei momenti aggregativi che ne fanno da contorno, contribuendo alla crescita della comunità stessa. Per questi motivi è necessario costituire un comitato, ai sensi dell’articolo 39, come da allegato. Detto comitato si costituirà nel maggio-giugno di ogni anno sotto la supervisione del parroco assieme ai sacerdori della parrocchia, individuando gli organizzatori e i referenti. Per entrare nel comitato sarà necessario sottoscrivere una carta etica: la carta dei valori. A tale realtà verrà assegnata, mediante convenzione, l’area deputata e relativi beni immobili destinati a tale scopo. A conclusione dei festeggiamenti, a ottobre di ogni anno, il comitato presenterà il rendiconto alla parrocchia che, attraverso il consiglio parrocchiale per gli affari economici, sarà chiamato ad una valutazione pastorale ed amministrativa dell’evento da condividere con il parroco e i sacerdoti».
SOCIETA SPORTIVA SATURNO
«Il rapporto con la parrocchia si è fin qui caratterizzato in modo positivo. Ed è tutt’ora in corso l’aggiornamento di alcuni profili (esempio: le concessioni delle aree e pertinenze). Auspico pertanto che il percorso avviato si possa completare. Carissimi tutti, l’intento del vescovo è di aiutare i sacerdoti, i laici cooperatori, le comunità stesse a camminare sempre più speditamente nei vari impegni a cui ci chiama l’evangelizzazione. Si tratta di guardare avanti nella sincerità delle intenzioni ritrovando l'unità di intenti a partire dalle indicazioni emerse, dalla visita degli uffici pastorali e dai dati pervenuti in Curia, non dimenticando peraltro che la parrocchia è chiamata ad inserirsi sempre più nell’Unità pastorale di cui fa parte e ad arricchirla con le sue peculiarità. Questo è lo spirito delle osservazioni e dei rilievi che per dovere vi comunico. Osservazioni e rilievi che non devono offuscare la generosità dei parrocchiani, e sono tanti, che si impegnano con disinteresse e continuità per il bene della parrocchia. In particolare dei ragazzi, delle famiglie, degli anziani. Non dimentichiamo il grande servizio fatto alla parrocchia da tante persone che la sostengono con gesti silenziosi e preghiere fervorose. A tutti – conclude il vescovo – la mia riconoscenza». —
Mauro Pinotti
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