Affidi, avvocati contro la presidente Beretti
Il tribunale ricalibra i carichi per i giudici e cita Bibbiano. La Camera Penale: «Prevede un processo senza i rinvii a giudizio»
REGGIO EMILIA
Tra maternità, carichi familiari e trasferimenti dei giudici, il tribunale di Reggio Emilia potrebbe trovarsi ancora una volta in affanno. Per questo motivo, spiega la presidente Cristina Beretti in un dispositivo interno al tribunale, bisogna ricalibrare il lavoro dei giudici, in vista anche dell’arrivo di procedimenti importanti come quelli derivati dall’inchiesta di mafia Grimilde e quello sugli affidi di Bibbiano.
Proprio quest’ultimo accenno ha fatto saltare la mosca al naso all’Unione delle Camera penali italiane, secondo cui «questo provvedimento presidenziale non solo ci fornisce la notizia che un processo non c’è ancora stato, ma che sicuramente ci sarà, al punto che il Presidente del Tribunale ha preparato quanto necessario perché ci siano i giudici del caso», scrive la giunta romana dell’associazione degli avvocati penalisti. La segnalazione, infatti, è giunta alla Camera penale nazionale, che ha preso carta e penna, rimarcando su Bibbiano che «il problema è che nessuno degli imputati è ancora stato rinviato a giudizio».
La tesi degli avvocati è che «il Presidente del Tribunale di Reggio Emilia dà per scontato l’esito dell’udienza preliminare con un provvedimento organizzativo. Una previsione che getta nello sconforto le difese e pone in una situazione di grave imbarazzo il giudice dell’udienza preliminare, il quale ora conosce quali siano le aspettative del capo dell’ufficio giudiziario al quale appartiene».
La giunta dell’Unione delle Camere Penali, presieduta dall’avvocato Gian Domenico Caiazza, «ha avuto notizia e copia» del provvedimento organizzativo del tribunale di Reggio Emilia, emesso il 7 settembre scorso, «con il quale sono state disposte alcune variazioni tabellari al fine di redistribuire il carico tra i giudici». «La particolarità di tale provvedimento consiste nel fatto di essere motivato, tra l’altro, dalla circostanza per cui “nei prossimi mesi inizierà la celebrazione del complesso procedimento riguardante i noti fatti di Bibbiano”».
Nel provvedimento Beretti avverte anche che la sezione penale ha una pendenza di 4.073 procedimenti monocratici e 191 procedimenti collegiali, a cui aggiunge poi la previsione per Grimilde e Bibbiano. Considerazioni fatte all’attenzione del presidente della Corte d’Appello di Bologna per motivare i nuovi assegnamenti ai giudici reggiani «al fine di assicurare il funzionamento della sezione penale e garantirne la regolare celebrazione delle udienze monocratiche e collegiali nonché l’esaurimento delle numerose misure di prevenzione patrimoniali ancora pendenti».
«Non è nemmeno iniziata l’udienza preliminare, il cui giudice, come è noto, dovrà (rectius, dovrebbe) stabilire chi può subire il processo richiesto dall’accusa e chi, invece, merita di essere prosciolto – tuonano i penalisti – Ed allora, se il Presidente del Tribunale afferma che “nei prossimi mesi inizierà la celebrazione del complesso procedimento riguardante i noti fatti di Bibbiano”, evidentemente dà per scontato l’esito dell’udienza preliminare.
Oltre a disporre il giudizio, il gip potrebbe anche emettere invece una sentenza di non luogo a procedere. «I difensori sapranno valutare adeguatamente quali conseguenze processuali abbia un simile provvedimento, anche sotto il profilo della precostituzione del futuro giudice dibattimentale». —
Enrico Lorenzo Tidona
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