Gazzetta di Reggio

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i nodi in sospeso 

Cattedre vuote, alle superiori manca un insegnante su tre

Luciano Salsi

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REGGIO EMILIA

La grossa macchina della scuola assomiglia a un vecchio motore Diesel, che deve scaldarsi a lungo prima di girare a pieno regime.

Anche ieri, primo giorno di lezione, la ripartenza è stata lenta, contrassegnata dall’orario ridotto e in molti casi dalla convocazione soltanto di una parte delle classi, oltre alle prime. L’emergenza sanitaria ha aumentato la complessità del meccanismo e la quantità delle disfunzioni e dei guasti da riparare. Manca ancora un discreto numero di docenti, nelle scuole superiori in media uno su tre. Infatti sono ancora in corso le nomine degli oltre duemila supplenti che devono essere reclutati attraverso le graduatorie provinciali.

Nella migliore delle ipotesi saranno completate entro venerdì, ma è probabile che le rinunce lascino scoperto un certo numero di posti di sostegno, ma anche di insegnamento, soprattutto nelle sedi più lontane e scomode e nelle materie tecniche di competenza di ingegneri e altri laureati.

Ieri hanno preso servizio solo alcuni insegnanti tecnico-pratici diplomati.

Dalla settimana prossima spetterà ai singoli dirigenti scolastici colmare i vuoti nominando gli iscritti alle graduatorie d’istituto, compresi gli oltre 700 docenti e non docenti occorrenti per l’organico Covid, che è stato aggiunto per fare fronte alla pandemia.

Ieri, mentre gli alunni entravano negli edifici scolastici ad ingressi separati, indossando le mascherine che possono togliere quando sono seduti sui banchi monoposto, i funzionari dell’ex-Provveditorato agli studi, ora declassato in Ufficio scolastico provinciale, riprendevano il reclutamento dei docenti a tempo determinato incominciato giovedì scorso.

Le operazioni vengono compiute in due centri sociali, l’Orologio per i posti di sostegno, le scuole primarie e dell’infanzia, il Pigal per le secondarie di primo e secondo grado. Per ovviare alla cronica carenza di insegnanti di sostegno si è data la precedenza a queste nomine, per le quali si procede prima con gli specializzati, poi con quelli che hanno un’esperienza triennale. Tuttavia quasi la metà delle persone convocate non s’è presentata, probabilmente perché più interessata alle successive assegnazioni di posti d’insegnamento. —



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