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lo studio 

Covid e piccole imprese Il 57,3% si è affidato agli strumenti digitali

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REGGIO EMILIA

L’emergenza sanitaria provocata dal Covid ha sollecitato la trasformazione digitale delle aziende. Lo rivelano i risultati dei sondaggi web svolti dall’ufficio studi Lapam Confartigianato Reggio Emilia, a cui hanno partecipato oltre mille imprenditori di micro-piccole imprese.

Il 32,2% degli imprenditori ha fatto ricorso allo smart working durante il lockdown. Per continuare a vendere i propri prodotti, quasi una micro-piccola impresa su tre ha fatto ricorso a canali di vendita alternativi a quelli tradizionali (consegne a domicilio, e-commerce). L’emergenza ha fatto scoprire nelle tecnologie digitali un alleato: il 57,3% delle piccole imprese non commerciali, tra lockdown e ripartenza, ha difatti attivato o migliorato l’uso di una o più tecnologie digitali, tra cui sito web, social network, piattaforme di videoconferenze, formazione on-line ed ecommerce. Per continuare a comunicare e tenere informati clienti e fornitori, molti imprenditori si sono affidati ai social network (il 50,4%).

È emerso, infine, che le realtà che avevano già intrapreso strategie di digitalizzazione in epoca pre-covid sono state maggiormente resilienti alla crisi: a inizio luglio, il 49,5% delle imprese digitali ha operato con regimi simili a quelli pre-emergenza (in regione il dato è del 47,1%), a fronte del 46,2% delle imprese in transizione digitale e del 37,1% delle imprese non digitali. —

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