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L’ok degli studenti alle prove generali

Am.P.
L’ok degli studenti alle prove generali

I giovani promuovono l’organizzazione della prima giornata «Impatto positivo anche grazie agli ingressi scaglionati»

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REGGIO EMILIA

Meglio del solito: bene soprattutto all’andata, di prima mattina, un po’ meno sulle tratte del ritorno, mentre gli steward sono stati definiti «molti utili finché durano». Questo il giudizio degli studenti delle scuole superiori di Reggio Emilia, ieri alle prese con la necessità di tornare ad utilizzare i mezzi pubblici dopo tanti mesi di bus semivuoti, tra timori provenienti soprattutto dai genitori e temperature ancora estive che hanno incentivato i mezzi di locomozione alternativi ed ecologici come i monopattini.

La prova generale del trasporto pubblico è stata promossa dagli studenti: merito, soprattutto, degli orari scaglionati degli istituti, che per la prima volta hanno approntato un piano a scacchiera e ad incastro pensato appositamente per evitare resse. «Ho preso l’autobus stamattina da Canali: tutto molto ordinato, più del solito, mi sono stupita», dice Alice, 16 anni, studentessa del Bus Blaise Pascal in via Makallè dove metà delle classi osservano un giorno l’orario 8-12 e il giorno successivo l’orario 9-13, proprio per evitare l’uscita di massa.

«Sul bus di andata regnava l’ordine; mi sono stupita, anche le persone hanno osservato un comportamento più ordinato di prima» osserva Aurora, 15 anni, che frequenta il Bus Pascal. «Stamattina mi ha portato mia madre perché entravo un’ora dopo e quindi c’era tempo. Mia mamma era un po’ scettica, voleva portarmi lei, sono stata io a convincerla a rinnovare l’abbonamento: così sono più libera -– spiega Francesca, 16 anni, studentessa del Bus Pascal –. Sono tranquilla, per il rientro come vede ci sono poche persone, sebbene sia convinta che negli orari di punta non sparirà quella ressa che c’è sempre stata».

«L’impatto è stato positivo, soprattutto perché ogni istituto fa orari diversi: noi, ad esempio, abbiamo avuto lezione dalle 10 alle 12 – dice Giorgia, 17 anni, studente allo Scaruffi –. Gli steward? Secondo me sono molto utili nel distribuire bene i passeggeri, ma quando non ci saranno più, dopo questo periodo di rodaggio, credo che si tornerà alla solita calca. Io abito a Sesso, lontano dal centro, e ho invidiato molti miei compagni di classe che risiedono più vicino e che con questo caldo sono arrivati in bicicletta, motorino e monopattino. Se potessi lo farei anch’io».

«A parte la mascherina, che tenuta per parecchie ore in classe e sul bus dà una sensazione opprimente, non ho avuto problemi particolari. Anche la situazione del trasporto pubblico si è avvicinata alla normalità, ci sono stati i controlli e le regole da rispettare mi sembrano fattibili. Poi dipende anche da noi passeggeri» conclude Daniele, 16 anni, che frequenta il liceo Spallanzani. —

Am.P.

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