Mafia e droga, maxi retata dei carabinieri
Arrestate 24 persone parte di un gruppo criminale attivo in tutta Italia: manette a un giovane domiciliato a Campegine
REGGIO EMILIA
Avevano il monopolio dello spaccio di droga: cocaina, eroina, hascisc ma anche sostanze sintetiche come la metacetilmorfina, un derivato dell’eroina prodotta in Messico e negli Usa che in Italia è ritenuta responsabile di un’ondata di overdose nel 2009. Ma i loro affari spaziavano dall’estorsione al riciclaggio. Un business redditizio, portato avanti facendo ricorso all’uso massiccio di un “braccio armato”, quello condotto da un sodalizio mafioso nel Materano scardinato all’alba di ieri da una maxi retata dei carabinieri.
Un arresto anche nel Reggiano: Domenico Rigiretto, 22enne nato a Stigliano (Matera), è stato prelevato dal suo domicilio di Campegine e portato in carcere dai carabinieri della Compagnia di Guastalla insieme ai colleghi di Pisticci (Matera). Ha quindi toccato anche la nostra provincia (oltre a quelle di Matera, Potenza, Milano, Mantova e Treviso) l’operazione “Narcos”: un centinaio i militari impegnati, con il supporto di un elicottero e delle unità cinofile, nella cattura di diverse persone ritenute responsabili di aver fatto parte di un’associazione mafiosa che aveva la testa nel capoluogo lucano e i tentacoli nel Nord Italia.
Su ordine del gip del tribunale di Potenza è stata eseguita l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 37 persone: 8 gli arrestati (tra i quali Rigiretto, ritenuto un intermediario per la nostra regione), 15 agli arresti domiciliari e 14 con l’obbligo di firma. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di appartenere a una associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata al narcotraffico, con parecchi reati aggravati dal metodo mafioso (spaccio, minaccia, estorsione, detenzione e porto illegale di armi, sequestro di persona a scopo estorsivo, furto aggravato, riciclaggio e perfino tortura).
Il “capo” era Angelo Calvello, 36enne di Stigliano, secondo gli inquirenti «collegato alla criminalità organizzata materana, anche di tipo mafioso».
Nello stesso ambito, lo scorso 24 febbraio scorso, sono stati eseguiti 16 decreti di fermo di indiziato di delitto.
Le indagini dell’Arma hanno confermato, ha spiegato il procuratore distrettuale di Matera, Francesco Curcio, «la presenza asfissiante di una pervasiva criminalità organizzata nella provincia di Matera» e «l’esistenza di alleanze e contrapposizioni fra gruppi criminali organizzati», con «la capacità di tali sodalizi sia di gestire il traffico di sostanze stupefacenti – essendo la Basilicata posta al centro delle rotte che collegano Campania, Calabria e Puglia – che di avere agevolmente la disponibilità di armi micidiali».
È emersa inoltre «la particolare violenza» con cui venivano gestite le piazze di spaccio, ad esempio «per recuperare crediti derivanti dalla cessione della droga». —
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