Pieve tra dubbi e malumori per le disposizioni del vescovo
Riapertura dell’oratorio: i nodi riguardano il comitato per la sagra e il circolo Anspi ma le nuove regole sollevano perplessità. Il 23 l’incontro a Reggio con Camisasca
GUASTALLA
Non tutta la comunità di Pieve ha potuto ascoltare la lettura della lettera del vescovo, monsignor Massimo Camisasca, che don Nildo Rossi ha letto al termine della messa delle 11, domenica nella basilica di Pieve. Molti, infatti, hanno avuto modo di leggerla sulla Gazzetta o sul sito della Diocesi.
È una lettera con indicazioni complesse, con allegate due lunghissime relazioni che don Nildo non ha potuto leggere per motivi di tempo, e anche facsimili di moduli da compilare, come ad esempio il mandato di gestione del Circolo Anspi o la carta dei valori per il comitato Sagra del Crocefisso. Indicazioni che dovranno essere “metabolizzate” dalla comunità di Pieve, ma già emergono i primi mal di pancia. A giudicare dai paletti messi dal vescovo, pare che le criticità maggiori, cui si riferiva nella missiva del 16 maggio scorso, fossero proprio il bar e la sagra. Tuttavia, tra i membri del circolo Anspi e quelli della sagra, alcuni dei quali si sovrappongono, non si sbilancia nessuno, anche perché mercoledì 23 in Diocesi a Reggio ci sarà un incontro con il vescovo.
Intanto a vari cittadini di Pieve non è piaciuto il linguaggio usato dal vescovo nella lettera. «C’è poca pastorale nelle parole scritte dal vescovo – dice un parrocchiano –. Sembra una lettera scritta da un commercialista, tra rendicontazioni, comitati e carta etica». Alcuni cittadini che hanno collaborato alle varie edizioni della sagra precisano: «A proposito di bilanci e rendicontazioni, dobbiamo dire che quando presentavamo i rendiconti della sagra, questi documenti venivano firmati anche dai parroci. Poi non sappiamo se questi fogli siano stati vagliati anche dal consiglio pastorale per gli affari economici».
E sulla costituzione del comitato della sagra che, secondo le nuove indicazioni del vescovo, dovrà essere cambiato di anno in anno con l’individuazione dei referenti, i quali poi devono sottoscrivere la carta dei valori, alcuni commentano: «Ricordiamo che per preparare il programma della sagra cominciavamo a ritrovarci a gennaio e febbraio. Come si fa a costituire un comitato a maggio e giugno per una manifestazione che si svolge dopo due mesi? Inoltre, essendo una manifestazione che si ripete di anno in anno, e per una semplice questione di praticità, perché i membri di questo eventuale comitato devono essere sostituiti di volta in volta?». C’è poi la novità, annunciata domenica da don Nildo Rossi, sull’esperimento pilota dell’oratorio. Alcuni parrocchiani hanno sostenuto di aver visto, nelle settimane scorse, don Carlo Pagliari che si è intrattenuto con i catechisti. Nessuno però sa in che cosa consiste “l’esperimento pilota”, e c’è chi dice che certe cose dovrebbero essere condivise con la comunità. La Diocesi sugli oratori vuole dare una uniformità di gestione senza creare sovrapposizioni: il catechismo per la primaria a Pieve; per la secondaria di primo grado, a Guastalla. L’unica cosa che quest’estate ha funzionato, e che ha permesso all’oratorio di Pieve di non sospendere del tutto la propria attività, sono stati i centri estivi con l’Us Saturno. Una collaborazione che la Diocesi vuole perfezionare per la concessione delle aree e relative pertinenze.
MAURO pINOTTI
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