Gazzetta di Reggio

Reggio

Carpineti 

Una campagna per recuperare lo storico santuario di Mandra

Adriano Arati
Una campagna per recuperare lo storico santuario di Mandra

Il primo passo è l’acquisto da parte del Comune dell’edificio sacro dalla Curia Si trova sul tracciato del sentiero Spallanzani, sempre più valorizzato

2 MINUTI DI LETTURA





CARPINETI

«Salviamo Mandra e il sentiero Spallanzani». Parla chiaro la campagna partita nelle scorse settimane per rivalorizzare uno dei luoghi più suggestivi del territorio di Carpineti, il santuario di Mandra dedicato a Santa Liberata. Una zona di grande bellezza, molto amato dagli abitanti ma da tempo in stato di semi-abbandono, con l’edificio principale bisognoso di interventi e la strada di accesso – quella che parte dal cimitero di Pianzano – da rimettere in sesto, per rendere l’accesso quantomeno praticabile.

La prima tappa del progetto è arrivata in un giorno non casuale, il 13 agosto, la data in cui nei secoli scorsi si svolgeva il pellegrinaggio dei carpinetani al santuario di Mandra. Nel 2020, si è svolta una sorta di replica, con una passeggiata in compagnia sino al luogo di culto, sulla vetta di una piccola radura circondata da alberi, nel punto dove un millennio fa era stato eretto un castrum difensivo. La camminata si è conclusa con cibo e musica a Pianzano, il borgo più vicino, dove è stato presentato il percorso di recupero, promosso dal Club per l’Unesco di Carpineti con il Lions Club di Castelnovo Monti, le associazioni Il Melograno e Bailando por la Vida e il Comune. Proprio all’amministrazione toccherà la prossima mossa: l’acquisto del santuario dalla curia, attuale proprietaria. A quel punto, con la piena disponibilità del sito, potranno essere messi in atto i primi interventi. Il Melograno oggi gestisce il Castello delle Carpinete, Bailando por la Vida la bellissima Pieve di San Vitale e il Club per l’Unesco è attivo nell’area della Riserva Mab Unesco dell’Appennino tosco-emiliano, di cui fa parte lo storico sentiero Spallanzani, il cammino dedicato al grande scienziato scandianese Lazzaro Spallanzani che da Reggio porta a San Pellegrino in Alpe, in Toscana, seguendo le memorie di antichi percorsi devozionali ancor oggi molto sentite nel Reggiano come nel Modenese.

Lo Spallanzani passa proprio da Mandra, nel suo risalire lungo la valle del Tresinaro, ed in questi anni è diventato un tracciato molto frequentato da escursionisti così come da appassionati di storia. L’obiettivo è ambizioso, la lista delle sistemazioni è lunga, ma la miscela di storia e usanze che Mandra porta con sé merita impegno. Senza contare il notevole impatto ambientale regalato dalla zona, lontana da ogni presenza umana. Le prime tracce del luogo portano all’epoca matildica, alla chiesa e al fortilizio affidati alla parrocchia di Onfiano, sull’altro versante del torrente Tresinaro. La Corte di Mandra vive momenti di splendore, diventa un riferimento per l’area prima del decadimento progressivo. Due secoli fa, nel 1814, si unisce il culto di San Liberata. —

Adriano Arati

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google