Gazzetta di Reggio

Reggio

Dimissioni (ma senza fretta)

Stefano Scansani
Dimissioni (ma senza fretta)

Il commento del direttore della Gazzetta di Reggio, Stefano Scansani

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Dimissioni. Siccome la parola è grossa e va usata con parsimonia, me la riservo per le prossime puntate. Tanto qui a Reggio Emilia la serie delle sorprese clamorose non si spegne mai. Certo che stavolta - con 26 indagati, la gravità dei reati contestati, il coinvolgimento del superdirigente del Comune appena andato in pensione e le presunte responsabilità a cascata – ogni commento della politica che amministra Reggio è un colpo di tosse, un imbarazzo balbuziente.

E chi gli crede? Neanche quando i politici che amministrano la città dicono di avere fiducia nella Giustizia e di voler rinviare qualsiasi commento al verdetto definitivo. Avrebbero ragione. Ma stavolta la questione è diversa dalla prevedibile retorica perché nei tempi correnti proprio il Comune e la Procura di Reggio stanno nell’occhio del ciclone.

Comune e Procura sono alla prova del nove. Proprio l’indagine sui dirigenti, che è stata chiamata in codice “Re Cleaning”, dimostra che gli investigatori lavorano per portare a giudizio gli indagati con l’obiettivo di “Ripulire Reggio”. Non è un titolo giornalistico grossolano. Si tratta della traslitterazione in italiano del nome anglosassone (ma perché in inglese?) dell’inchiesta.
In latino la traduzione è ancor più straordinaria: Repulisti. Si tratta, perciò, di un’affermazione e di una volontà degli inquirenti. Stavolta i cronisti non c’entrano.

Il Comune, dal canto suo, deve adesso dimostrare che esistono due municipi. Mi spiego. Ci aspettiamo che il sindaco Luca Vecchi e la sua Giunta spieghino come la politica sia disgiunta da quell’altro municipio dove sarebbero stati consumati l’istigazione alla corruzione e le turbative d’asta negli appalti pubblici.

Soltanto domenica scorsa nell’editoriale titolato “Nomine, l’antiquariato è una garanzia” avevo fatto l’oracolo. Osservai: “Va ricordato che la complessa macchina comunale esige una riorganizzazione; che il potere fisso dei dirigenti era ormai inox; che proprio su tantissimi dirigenti la Procura della Repubblica ha aperto un’indagine per la quale il 19 giugno dell’anno scorso scrivevo: ‘Sono 33 tra dirigenti, assessori e consulenti del Comune inquisiti per reati che spaziano dal falso ideologico, alla corruzione, rivelazione di segreto e abuso d’ufficio, turbativa d’asta, appalti pilotati e altro’. Non sappiamo se, come e perché questo quadro si sia modificato”.

Il quadro si è materializzato tre giorni dopo, cioè ieri, con la comunicazione del comando provinciale della Guardia di Finanza. Lo stesso quadro viene commentato in queste pagine dall’amministrazione comunale con un comunicato stampa (non la Giunta, non il sindaco).
La notifica di 26 avvisi di conclusione delle indagini non può essere liquidata nella frigida attesa degli sviluppi previsti dal Codice di procedura penale.
Perché la politica non ha gli stessi tempi, e i cittadini esigono delle risposte (i cittadini che eleggono i politici e pagano i dirigenti).

Il Comune da ieri mattina, e ancora una volta, non può dirsi sereno.
Anzi, va temuta la sua paralisi. Del genere più subdolo e inguaribile, che arriva ben prima delle eventuali richieste di rinvio a giudizio, dell’eventuale processo, pure dell’eventuale bolla di sapone.

La paralisi del sospetto, della sfiducia, quella che presuppone esista sempre qualcosa di storto o incorreggibile nella macchina comunale. Non per nulla nelle prime battute del suo comunicato l’amministrazione prende atto; stempera il clamore osservando con sollievo che a nessuno dei 7 dirigenti e funzionari ancora in pianta organica viene contestato il reato di corruzione (il più grave); diluisce la severità di “Re Cleaning” ricordando che l’attività d’indagine “era nota sin dal 2019”. Qual “sin” sembra un perfino.
Credo che Reggio Emilia abbia raggiunto la saturazione. —
RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google