I due municipi e le dimissioni (ma senza fretta)
dalla prima pagina
Soltanto domenica scorsa nell’editoriale titolato “Nomine, l’antiquariato è una garanzia” avevo fatto l’oracolo. Osservai: “Va ricordato che la complessa macchina comunale esige una riorganizzazione; che il potere fisso dei dirigenti era ormai inox; che proprio su tantissimi dirigenti la Procura della Repubblica ha aperto un’indagine per la quale il 19 giugno dell’anno scorso scrivevo: ‘Sono 33 tra dirigenti, assessori e consulenti del Comune inquisiti per reati che spaziano dal falso ideologico, alla corruzione, rivelazione di segreto e abuso d’ufficio, turbativa d’asta, appalti pilotati e altro’. Non sappiamo se, come e perché questo quadro si sia modificato”.
Il quadro si è materializzato tre giorni dopo, cioè ieri, con la comunicazione del comando provinciale della Guardia di Finanza. Lo stesso quadro viene commentato in queste pagine dall’amministrazione comunale con un comunicato stampa (non la Giunta, non il sindaco).
La notifica di 26 avvisi di conclusione delle indagini non può essere liquidata nella frigida attesa degli sviluppi previsti dal Codice di procedura penale.
Perché la politica non ha gli stessi tempi, e i cittadini esigono delle risposte (i cittadini che eleggono i politici e pagano i dirigenti).
Il Comune da ieri mattina, e ancora una volta, non può dirsi sereno.
Anzi, va temuta la sua paralisi. Del genere più subdolo e inguaribile, che arriva ben prima delle eventuali richieste di rinvio a giudizio, dell’eventuale processo, pure dell’eventuale bolla di sapone.
La paralisi del sospetto, della sfiducia, quella che presuppone esista sempre qualcosa di storto o incorreggibile nella macchina comunale. Non per nulla nelle prime battute del suo comunicato l’amministrazione prende atto; stempera il clamore osservando con sollievo che a nessuno dei 7 dirigenti e funzionari ancora in pianta organica viene contestato il reato di corruzione (il più grave); diluisce la severità di “Re Cleaning” ricordando che l’attività d’indagine “era nota sin dal 2019”. Qual “sin” sembra un perfino.
Credo che Reggio Emilia abbia raggiunto la saturazione. —
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