Gazzetta di Reggio

Reggio

L’altro fronte caldo 

Incarichi, inchiesta al termine ma c’è la scure della riforma

Enrico Lorenzo Tidona
Incarichi, inchiesta al termine ma c’è la scure della riforma

Attesa per la conversione del decreto che riduce il peso dell’abuso d’ufficio In ballo 18 dirigenti che avrebbero assegnato ruoli senza l’avviso pubblico

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA

Oltre all’inchiesta appena conclusa su appalti e tangenti – che ricade su 26 indagati tra dipendenti comunali, consulenti e aziende locali – c’è ancora in ballo l’altra inchiesta che pende sul Comune, quella su incarichi assegnati in passato da 18 dirigenti comunali sulla base di un vecchio regolamento comunale, iter considerato illegittimo da Corte dei Conti prima e procura di Reggio poi. Inchiesta scoppiata nel febbraio del 2019 ma che non è ancora approdata alla conclusione. Di per sé, secondo quanto appreso ora, le indagini sarebbero già giunte al termine. L’attività investigativa – che fu rivelata da un comunicato dello stesso Comune di Reggio Emilia – sarebbe infatti esaurita, ma gli avvisi di conclusione indagine ai 18 indagati non sono partiti perché l’inchiesta è incardinata sul reato di falso e abuso d’ufficio. Su questa pende infatti la riforma proprio dell’abuso d’ufficio.

Una “revisione” inserita quest’estate nel “decreto semplificazioni” che riduce la rilevanza penale del reato, e che potrebbe cambiare i capi di imputazione, facendo anche uscire dall’inchiesta degli indagati. L’attesa della procura di Reggio – guidata da Marco Mescolini – per la pubblicazione del decreto in Gazzetta ufficiale è agli sgoccioli. A breve sarà quindi tolto il velo anche alla seconda inchiesta che rischia di finire in capo al municipio. Quella sugli incarichi in comune è una vicenda che colpisce parte del vertice amministrativo della macchina comunale degli ultimi anni, con nomi che compaiono anche nell’inchiesta sugli appalti riesplosa due giorni fa con la chiusura delle indagini. C’è ad esempio Santo Gnoni, indagato in ambo i procedimenti, o l’avvocato Paolo Coli, che nell’inchiesta sugli appalti risulta indagato mentre in quella sulle nomine dei dirigenti era tra gli avvocati nominati a difesa dei dirigenti indagati.

L’inchiesta sugli incarichi era partita nel luglio 2016 quando i Cinque Stelle in consiglio comunale presentarono un esposto alla Corte dei Conti. Già anni addietro era stata sollevata l’irregolarità nella normativa comunale relativa al conferimento degli incarichi professionali (poi modificato dalla giunta Vecchi), assegnati discrezionalmente dai dirigenti senza avviso pubblico comparativo.

Nel mirino della magistratura sono finiti 18 dirigenti per fatti accaduti nel 2013, quando il sindaco era Graziano Delrio, prima di lasciare il campo al facente funzione, Ugo Ferrari. L’inchiesta riguarda incarichi conferiti fino al 2015 secondo un regolamento considerato dalla Corte dei Conti illegittimo. Tra i dirigenti destinatari dell’avviso di garanzia nel 2019 ci sono tra gli altri Massimo Magnani (dirigente dell’Area Competitività) e Maria Sergio (moglie dell’attuale sindaco Luca Vecchi e nel 2013 dirigente del Servizio Pianificazione), oltre a Giordano Gasparini e Battistina Giubbani. Solo con la conclusione delle indagini si vedrà se l’inchiesta ha trovato sufficienti prove da portare davanti al gip. —

Enrico Lorenzo Tidona

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google