Gazzetta di Reggio

Reggio

stefano scansani 

Non siamo cattivi cattive sono le notizie

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Pubblichiamo il comunicato dei gruppi di maggioranza. Ci piace la passione con la quale circonfondono ogni riga: è una lezione di Diritto della quale condividiamo ogni sillaba. Capiamo anche che in certe circostanze il giornale diventa detestabile. Ma la carica del “clamore” non è data dalla nostra eventuale cattiveria, ma dalle notizie cattive. Se poi le opposizioni strumentalizzano e già processano gli indagati, loro – le minoranze – dovrebbero ricevere dalla maggioranza oltre che una risposta retorica, anche la sua Verità. È curioso il fatto che i gruppi di maggioranza appellandosi al verdetto della Giustizia scrivano: “Prendiamo nota che le ipotesi di reato di corruzione, configurate nel documento diffuso oggi dai mezzi di informazione, riguardano situazioni e circostanze non inerenti all’attività del Municipio”.

Cioè – secondo loro – certi comportamenti sarebbero stati messi in atto fuori dal perimetro del Comune. Quindi, il comportamento di un soggetto che avrebbe sfruttato la sua responsabilità pubblica per raggiungere un vantaggio privato non lederebbe il Comune? Volgarmente: cavoli suoi? Questo ragionamento prefigura quello che ho scritto ieri: l’esistenza di due municipi. Oltre a insistere sulla presunzione di innocenza e sul cammino della Giustizia, la maggioranza, la Giunta o il sindaco avrebbero dovuto aggiungere anche altre cautele. Nei confronti della città.

Meditare la sospensione dei dirigenti indagati; ipotizzare di costituire il Comune parte civile nel caso che l’inchiesta dovesse evolvere in un processo. —

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