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«Aiuteremo le aziende agricole a difendersi dai branchi di lupi»

Cadelbosco Sopra, riunione in prefettura con le associazioni di categoria e i carabinieri forestali. Cervi, presidente di Cia: «Condivisa la necessità di avere supporto economico»


18 settembre 2020


CADELBOSCO SOPRA. C'è il postulato: «Bisogna imparare a convivere con i lupi che sono specie protetta anche se fanno sempre più spesso incursioni in pianura». E c’è la declinazione: «Aiuteremo le aziende agricole e gli allevatori, in particolare della Bassa della Val d’Enza, a difendersi dalle incursioni dei predatori, installando protezioni efficaci e insegnando loro come attingere a fondi e incentivi». Parola di presidente Cia Antenore Cervi che giovedì 17 settembre, assieme ai colleghi di Confagricoltura e Coldiretti e ai comandanti del Reparto Parco nazionale Appennino Tosco Emiliano e del Gruppo carabinieri forestali, ha partecipato a una riunione con il Prefetto Iolanda Rolli, per affrontare la questione spinosa degli assalti del primo predatore del territorio, che non ha nemici naturali e che seguendo la selvaggina, è ormai sceso in pianura.

Come dimostrano le cronache di queste settimane che hanno registrato almeno tre incursioni in Val d’Enza, una nella Bassa a Cadebosco Sopra, senza contare l’allarme provocato da un branco che nei giorni scorsi si è avvicinato alla piscina di Quercioli a Cavriago e si è allontanato solo quando alcuni frequentatori, decisamente allarmati, sono saliti sulle loro auto, hanno acceso i motori e si sono attaccati ai clacson. Insomma, il problema esiste.

«Il giudizio sull’incontro con il prefetto – dice il presidente Cia – è più che positivo visto che le nostre istanze non solo sono state recepite e condivise ma abbiamo programmato alcune azioni prima delle quali, informare gli operatori su come potersi difendere». Una, tra tutte, la richiesta delle associazioni di categoria con la Cia in testa: «Che le aziende agricole siano supportate normativamente ed economicamente per attrezzarsi a difesa dalle aggressioni. Purtroppo c’è chi si preoccupa solo del lupo e dimentica gli agricoltori e i cittadini: per Cia Reggio sono invece l’assoluta priorità».

E la risposta c’è stata anche se è stato ribadito che «il ritorno del predatore non costituisce un pericolo per la pubblica incolumità». Prima di tutto sono stati presentati il bando per l’erogazione di contributi regionali per finanziare interventi per “la prevenzione dei danni da fauna” e un servizio a disposizione di tutte le aziende zootecniche di assistenza gratuita per individuare i sistemi di difesa dagli attacchi da lupo più idonei alle specifiche modalità di allevamento. Per richiedere assistenza basta inviare una mail a: DifesaLupo@regione.emilia-romagna.it o lasciare un messaggio alla segreteria telefonica del numero 051 6375090. È stato consigliato di smaltire al meglio i rifiuti e certamente di non lasciare le carcasse di animali morti nei pressi dell’azienda e infine con la collaborazione del Wolf Apennine Center, verrà redatto un vademecum per aiutare gli allevatori ad adottare comportamenti corretti e misure di protezione efficaci.

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