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Referendum gli eletti a Roma e in Regione schierati per il Sì

Jacopo Della Porta

Taglio dei parlamentari, il consigliere Amico dice “No” Il Movimento 5 Stelle compatto, nel Pd qualche distinguo

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Jacopo Della Porta

REGGIO EMILIA

«Al referendum voterò No perché è sbagliato risparmiare sulla democrazia». Il consigliere regionale Federico Amico, di “Emilia-Romagna Coraggiosa” è l’unico tra gli otto reggiani eletti a Bologna a dirsi contrario al taglio dei parlamentari. Tra i nove deputati e senatori reggiani nessuno si schiera apertamente per il No.

A livello nazionale nel Pd (anche nella Lega) non manca qualche distinguo: Romano Prodi e Rosy Bindi, ad esempio, sono contrari. Mentre l’assessore regionale Alessio Mammi, la senatrice Vanna Iori e la deputata Antonella Incerti, non hanno risposto alla nostra richiesta di esplicitare il loro voto.

La linea ufficiale del Pd l’ha illustrata il capogruppo alla Camera Graziano Delrio lunedì nel programma “L’aria che tira” sulla 7: «All’inizio il taglio dei parlamentari era dentro un contesto contro la democrazia rappresentativa, i 5 Stelle hanno abbandonato questo contesto e hanno accettato di fare dei correttivi istituzionali che stanno arrivando». Dunque le riserve sarebbero state superate. «Le ragioni del sostegno al Sì da parte del Pd non trovano fondamento nell’antipolitica e neanche nelle ragioni di un risparmio», tiene a precisare il deputato Andrea Rossi, che poi ricorda tutti i tentativi precedenti di ridurre il numero dei parlamenti. Il Pd, dice il consigliere regionale Andrea Costa, si aspetta però dopo il Sì «una nuova legge elettorale che legherà maggiormente gli eletti ai loro elettori». La consigliera regionale Roberta Mori ricorda che «quando la Regione Emilia-Romagna decise la riduzione a 50 del numero dei consiglieri non la percepimmo come un attacco alla democrazia rappresentativa, bensì un investimento sulla responsabilizzazione e sulla qualità della politica e delle istituzioni». La vicepresidente dell’assemblea legislativa Ottavia Soncini aggiunge: «Quando si decise l’attuale numero di parlamentari non esisteva la rappresentanza a livello delle Regioni e del Parlamento Europeo». Per Stefania Bondavalli, della lista Bonacini Presidente, «occorre il coraggio di avviare, finalmente, un percorso di riforme strutturali di cui il Paese ha forte bisogno.

Nessuna crepa nel Movimento 5 Stelle, favorevole senza indugi al taglio dei parlamentari. La vicepresidente della Camera Maria Edera Spadoni, elenca diverse ragioni per il Sì, non da ultime quelle legate alla necessità di «responsabilizzare (ci sono troppi parlamentari con una percentuale di assenze altissima)» e anche di risparmiare. Per il deputato Davide Zanichelli il «primo obiettivo è riportare efficienza». La senatrice Maria Laura Mantovani dice che «i parlamentari dovranno essere selezionati con più rigore e i cittadini potranno monitorarne meglio l’impegno». Anche i leghisti votano Sì. «Perché darà forza al Parlamento - dice il deputato Gianluca Vinci - con la diminuzione ogni parlamentare conterà molto di più e potrà bloccare atti che oggi invece sono imposti dal Governo». Per il consigliere regionale Gabriele Delmonte «la vittoria del Sì «rappresenterà il segno manifesto della volontà degli italiani di andare al voto». Non è stato possibile contattare la consigliera Maura Catellani e non è giunta la risposta della deputata Benedetta Fiorini. —

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