Due detenuti litigano e feriscono i poliziotti che cercano di dividerli
REGGIO EMILIA
Prima si sono picchiati l’un l’altro, poi hanno ferito due agenti intervenuti per sedare la lite e, infine, quando la polizia penitenziaria è riuscita a fatica a dividerli e a metterli in isolamento, i detenuti hanno fatto la malora.
Uno ha impugnato una lametta e si è autolesionato le braccia, mentre l’altro ha demolito gli arredi del bagno, spaccando il lavandino e il lavabo e gettando pezzi di ceramica contro le guardie.
L’episodio, avvenuto nella tarda mattinata di tre giorni fa all’interno dell’istituto penitenziario di via Settembrini, ha avuto per protagonisti tre detenuti di nazionalità tunisina, sui 30-35 anni.
I reclusi si stavano recando nell’area sanitaria, per ottenere dei farmaci che devono assumere. Erano quasi arrivati, scortati da un agente, quando nel corridoio è scoppiato prima un diverbio e poi una colluttazione tra due dei tre, che si sono saltati addosso picchiandosi a vicenda con violenza, con l’agente che tentava di dividerli.
Il personale di polizia penitenziaria in servizio è subito intervenuto in aiuto al collega, riuscendo a bloccare i litiganti e a ripristinare l’ordine.
Nell’operazione due agenti sono rimasti feriti e in seguito si sono recati all’ospedale, dove sono stati giudicati guaribili in 2 e 5 giorni.
Una volta riportata la calma, i due facinorosi detenuti sono stati rinchiusi in una sezione a regime chiuso per l’isolamento cautelativo.
Senonché, si presume a causa dello stato psichico alterato, anche lì i due hanno continuato a creare problemi: uno si è procurato delle ferite alle braccia usando una lametta (consentita per l’igiene personale), l’altro ha devastato il bagno.
«I detenuti si sono resi responsabili di danneggiamento dei beni dell’amministrazione e per questo saranno perseguiti disciplinarmente e penalmente», ha dichiarato il segretario provinciale del Sappe (sindacato di polizia penitenziaria) Michele Malorni, che sull’accaduto osserva: «Nell’augurare una pronta guarigione ai colleghi rimasti contusi, voglio lanciare un grido d’allarme a tutte le figure competenti affinché provvedano a migliorare le condizioni lavorative nel carcere di Reggio Emilia. Il sindacato Sappe sollecita la dotazione del taser per gestire situazioni di questo tipo che nelle carceri Italiane, purtroppo, si verificano quotidianamente». —
AM.P.
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