Due super consulenti al lavoro su migliaia di documenti
REGGIO EMILIA.
Una montagna di carta: otto faldoni. A tanto ammonta fisicamente la mole della maxi indagine sugli appalti – secondo l’accusa pilotati – del Comune di Reggio Emilia condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dal pm Valentina Salvi, che sta impensierendo i 26 indagati (15 dei quali sono nominativi nuovi) e che sta facendo scatenare la bagarre politica. Migliaia e migliaia di carte, comprensive della super perizia che la Procura ha affidato ai due consulenti che dal giugno scorso hanno ricevuto il malloppo delle perquisizioni e dei sequestri.
Secondo indiscrezioni, all’interno dei faldoni ci sarebbero delibere e documenti originali dell’ente pubblico, ma anche semplici appunti scritti a mano, ad esempio, durante le commissioni; la disamina della costruzione dei bandi di gara, dall’origine alla pubblicazione; i tabulati telefonici, le mail, i messaggi che viaggiavano via telefonino o computer; i pedinamenti documentati; gli incartamenti sequestrati negli studi legali e negli uffici comunali.
«Ho tentato un accesso agli atti, ma la dimensione è talmente vasta che non riuscirò ad ottenerli prima della prossima settimana», dichiara Liborio Cataliotti, il difensore del principale indagato, Santo Gnoni, al centro degli accertamenti per il suo doppio ruolo di giudice della Commissione Tributaria provinciale e di ex dirigente (è andato in pensione dopo 37 anni di servizio) del servizio legale del municipio.
Una volta ottenuto il materiale le difese, che si sono già messe in fila in cancelleria, dovranno poi studiarsi attentamente le carte; e solo a quel punto potranno fare la prima mossa, vale a dire chiedere l’interrogatorio del loro assistito o preparare una memoria difensiva. —
am.p.
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