Goldoni, il governo alla Lovol «Dateci la soluzione alla crisi»
Il sottosegretario Todde al tavolo del Mise assieme al ministero del Lavoro Fiom: «Lavorare sulla diplomazia Italia-Cina». I sindaci: «Niente shopping»
Serena Arbizzi RIO SALICETO
«Considero inaccettabile arrivare a un tavolo istituzionale a queste condizioni, in assenza di soluzioni concretamente percorribili. Chiedo all’azienda di non interfacciarsi con noi come investitore privato, ma come un’istituzione che si confronta attivamente con un’altra. L’azienda dovrà fare un’ampia riflessione per intraprendere un percorso comune facendosi carico in primis della risoluzione della crisi». Nessuna marcia indietro da parte della cinese Lovol sulla crisi Goldoni, che coinvolge 220 addetti, e toni duri del sottosegretario al Mise Alessandra Todde al tavolo di ieri in videoconferenza al ministero dello Sviluppo economico, cui hanno partecipato Francesca Puglisi, sottosegretario al ministero del Lavoro, Lovol, l’assessore Vincenzo Colla per la Regione, i sindaci di Rio Saliceto e Carpi, il commissario Paolo Rinaldi, gli studi Dentons e Deloitte. L’azienda ha ribadito che gli investimenti della Goldoni negli ultimi anni non hanno conseguito risultati positivi. Da qui la presentazione di un concordato liquidatorio cercando un nuovo investitore, non trovato. Confermato poi l’impegno a trasferire il marchio a un prezzo simbolico con l’omologa. «La proprietà ha riferito l’incapacità a continuare a investire e ha comunicato di aver esaurito tutte le risorse finanziarie da dedicare all’azienda – dice Todde –. La Regione aveva lavorato con la proprietà per preparare un concordato in continuità aziendale quando l’azienda ha comunicato a cose fatte un concordato liquidatorio. Riconvochiamo le parti a breve auspicando che l’azienda torni con proposte concrete». L’assessore Colla rimarca «l’esigenza di ripristinare una collaborazione istituzionale leale fra Italia e Cina», mentre i sindaci Malavasi e Bellelli dicono: «L’Italia non può permettere che gli altri vengano qui per fare semplicemente shopping». Per la senatrice M5S Maria Laura Mantovani quello dei cinesi «un atteggiamento ai limiti della provocazione. La proprietà non rappresenta solo un anonimo investitore privato, ma rappresenta anche, qui in Italia, un paese, la Cina, con cui esistono relazioni commerciali. Sarebbe paradossale, e creerebbe un precedente rischioso, se la proprietà si dileguasse». Chiedono l’intervento di Conte «per cercare nuovi investitori e tutelare l’occupazione» i parlamentari leghisti Benedetta Fiorini e Guglielmo Golinelli. «Il sottosegretario Todde – aggiunge Emanuele Sologni, rsu Goldoni – ha dimostrato competenza facendo capire che il Governo è con la Goldoni e non permetterà a qualsiasi multinazionale di venire in Italia a saccheggiare aziende storiche. In caso di ripartenza, poi, dovrebbe esserci un cambio ai vertici di Lovol Arbos». Per Samuele Lodi, segretario regionale Fiom, è «necessario concentrarsi sulle relazioni diplomatiche Italia-Cina».—
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