«Magati: poco personale pronto soccorso chiuso e ortopedia depotenziata»
SCANDIANO
«Il Magati è carente di personale medico e sanitario; il pronto soccorso è chiuso; l’ortopedia si depotenzia a favore dell’ospedale di Castelnovo Monti. Quale sarà il futuro dell’ospedale di Scandiano?»
Disegna uno scenario in cui l’ospedale scandianese Magari non viene potenziato nei prossimi anni, il consigliere di opposizione Angelo Santoro. Lo fa con una interrogazione a risposta orale rivolta al sindaco Matteo Nasciuti sul «vero destino dell’ospedale Cesare Magati». Il futuro del presidio del distretto è da tempo incerto, la riorganizzazione provinciale della rete sanitaria ospedaliera reggiana durante l’emergenza pandemica ha fornito una risposta efficace alle esigenze, ma porta con sé conseguenze ancora da delineare. A Scandiano il punto nascite e il pronto soccorso sono stati chiusi a marzo e da allora non sono stati riattivati; ad un certo punto sembrava che anche l’automedica notturna per le emergenze dovesse essere sostituita da un’autoinfermieristica, prima di un passo indietro grazie all’intervento del Comune. Ora però rimangono molti dubbi, a partire dal pronto soccorso, tema particolarmente sentito, e dal punto nascite, già rimasto aperto negli ultimi anni in deroga e sempre attorno alla soglia minima di parti richiesti per proseguire l’attività.
I NODI DA SCIOGLIERE
I nodi da sciogliere sono però anche altri e riguardano il numero di medici e infermieri del Magati, un reparto storico come l’ortopedia e il governo del distretto.
«Ancora pochi giorni e il responsabile del Distretto di Scandiano, Maurizio Rosi, lascerà il suo incarico; il Magati è carente di personale medico e sanitario; il pronto soccorso è chiuso; l’ortopedia si depotenzia a favore dell’ospedale di Castelnovo Monti», scrive Santoro in una nota alla sua interrogazione.
Per Rosi la pensione sembra vicina; per quanto riguarda l’ortopedia, da ottobre alcuni medici dovrebbero essere trasferiti all’ospedale montano, per potenziare il reparto in un’area sempre sollecitata sul tema, anche per le sue caratteristiche rurali che attirano escursionisti. Ma questo, in un periodo in cui molti addetti erano stati spostati nei vari riassetti, rischia di impoverire il Magari, sottolinea Santoro.
«In compenso, però, grazie ai soldi messi a disposizione dalla Regione, pare che fra un paio d’anni il Magati tornerà ai fasti del passato. Intanto, sotto il tendone a ridosso dell’ingresso principale, sono affollate all’aperto le sedie destinate ai poveretti in attesa di una visita... e dell’inverno», aggiunge ironico Angelo Santoro ricordando le file davanti agli sportelli sanitari causate dalle distanze richieste dall’emergenza.
RICCHI E POVERI
Il rischio è che molti abitanti perdano riferimenti e cure: «Mentre la parte benestante della città si affida alla sanità privata, gli impoveriti, se necessitano di una visita urgente, si possono rivolgere ai servizi sociali che, dopo aver certificato il loro stato di indigenza, gli permetteranno di accedere alle prestazioni di cui hanno bisogno», sostiene il consigliere di opposizione. Che avvisa: «Sono molti però i nuovi poveri, ignoti ai servizi sociali, che si vergognano e non si sottopongono alle imbarazzanti domande che, oltre l’ipocrisia, non hanno privacy, e si rischia magari un controllo della Guardia di finanza: buoni spesa, docet».
A chiudere, una frecciata al sindaco Nasciuti, «responsabile della sicurezza e della salute della nostra comunità». La preghiera, nel prossimo consiglio comunale, è di «non infastidirsi e anche di non rispondere con i soliti comunicati della dottoressa Marchesi (direttrice dell’Ausl reggiana), perché io ho fiducia nelle parole del mio primo cittadino e nella sua onestà intellettuale». —
Adr.Ar.
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