News e fake news sulla pandemia, è un mosaico che va riordinato
L’autore reggiano del libro “I Giorni del Covid” racconta origini, diffusioni, ritardi e silenzi internazionali sul contagio
REGGIO EMILIA.
Di ritorno dall’estero, a fine marzo, anch’io ho dovuto sottopormi alle rigidissime misure di quarantena obbligatoria e così in casa, da solo (come molti altri italiani), ho tenuto accesi per ore internet e televisione.
Le uniche finestre sul mondo, strumenti in continuo movimento che trasmettevano una mole ingestibile di informazioni.
Ma in quei giorni mi sono accorto che era difficile distinguere le notizie rilevanti da quelle inutili, i fatti dalle ipotesi, le opinioni dalle evidenze scientifiche.
Ho quindi iniziato a riassumere gli articoli più importanti della stampa anglosassone, le prime grandi inchieste apparse sul New York Times, sul Guardian e sulla BBC.
Con il passare dei mesi mi sono reso conto di avere messo da parte materiale sufficiente per paragrafi e capitoli di un libro vero e proprio.
Così è nato I Giorni del Covid, Cronaca di una Pandemia, edito da Santelli.
Cosa è successo in Cina a inizio 2020?
Quali errori ha commesso l’Organizzazione Mondiale della Sanità?
Come è arrivato il virus in Europa e cosa hanno fatto le nazioni occidentali?
Nell’opera ho cercato di dare risposta a queste difficili domande, facendo dialogare tra loro centinaia di articoli, documenti e dichiarazioni di leader politici ed eminenti esponenti del mondo scientifico.
Ho tentato di storicizzare (per quanto possibile) ciò che è accaduto negli ultimi mesi, tracciando linee e dando risalto ai fatti più importanti. Tra i capitoli sono portati alla luce i ritardi dell’Oms, un’istituzione che ancora a metà febbraio, con una epidemia che mostrava tutta la sua pericolosità, continuava a raccomandare agli Stati membri di testare solo quei pazienti con sindromi respiratorie acute (di origine non chiara) e che erano stati in Cina di recente.
Ignorando l’ormai accertato scoppio di trasmissioni locali anche fuori dalla Cina. Una linea che cambiò solo a fine febbraio, dopo la scoperta di grandi focolai in Italia, Iran e Corea del Sud.
Proprio la genesi dei primi focolai non cinesi trovano ampio spazio nel libro, le loro dinamiche sono state infatti quasi dimenticate nell’infodemia tra marzo e aprile, ma è invece importante riaprire questioni che rischiano altrimenti di finire nell’oblio generale. Ho fatto inoltre emergere come, il mondo scientifico, fin da gennaio avesse avvertito i governi occidentali su una potenziale e gravissima minaccia.
Purtroppo la scienza non ha fatto muovere la politica, o meglio lo ha fatto quando era ormai troppo tardi.
Ampio spazio è dedicato a quanto accaduto in Cina a inizio 2020, sulla base delle informazioni che conosciamo fino ad oggi, soprattutto grazie alle grandi inchieste della stampa internazionale che, purtroppo, in Italia sono passate sottotraccia.
Infatti i ritardi e le omissioni di Pechino hanno retroscena complessi, peggiorati da una diffidenza reciproca tra governo centrale e amministrazioni locali. Quello che appare evidente è come la sistematica soppressione della libertà di parola, in Cina (per non turbare l’ordine pubblico) abbia ostacolato la trasparenza che la gestione di una nuova epidemia necessita nelle prime settimane di diffusione.
Come ho raccontato dettagliatamente, i sospetti di un nuovo virus altamente contagioso e pericoloso erano già emersi a fine dicembre tra i medici di Wuhan, e non solo da parte dell’ormai famoso dottor Li, il quale ha pagato con la vita lo scetticismo della burocrazia cinese.
Nel libro ho sfiorato anche aspetti più tecnici e scientifici, aiutandomi con selezionate ed esaustive pubblicazioni della prestigiosa rivista The Lancet, cercando anche di spiegare i motivi dietro le dichiarazioni apparentemente contraddittorie dei tanti ricercatori ed esperti che hanno fatto capolino in tutte le principali televisioni italiane. La domanda è: come si è mosso (e si sta muovendo) il mondo della ricerca?
Infine una parte importante del lavoro è dedicata a smontare le menzogne che hanno accompagnato l’evolversi della pandemia, quelle che troppo diplomaticamente sono definite fake news, a partire dall’origine del virus, che sempre più studi fanno ritenere non avere un legame con il mercato di Wuhan (e forse nemmeno con la città di Wuhan).
Proprio sulle notizie parziali e arbitrarie si concentra l’ultimo capitolo, dove vengono analizzati gli aspetti politici legati al virus e di come i circoli conservatori stiano utilizzando le istanze folli dei negazionisti o di chi sminuisce la reale minaccia.
Un pericolo concreto per i mesi a venire.
Purtroppo, se presa a livello globale, la pandemia sta colpendo oggi con maggiore intensità rispetto alle settimane del picco in Europa tra l’inverno e la primavera del 2020. È un punto importante che è bene tenere presente, senza lasciarsi andare ad inutili allarmismi ma avendo chiaro quanto il principio di precauzione debba guidare la vita di tutti, almeno fino a che non si troverà un vaccino efficace o un trattamento risolutivo.
I Giorni del Covid, Cronaca di una Pandemia cerca di fornire uno strumento ai lettori per orientarsi dopo mesi di “sovra informazione”, costruendo la narrazione di un mosaico molto complesso che necessita di essere riordinato. —
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