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Pieve, scavalca la recinzione scivola e si trafigge una gamba

MAURO PINOTTI
Pieve, scavalca la recinzione scivola e si trafigge una gamba

Infortunio all’oratorio: un volontario 67enne dell’Us Saturno perde molto sangue «Se mi fossi ferito un po’ più giù, si lacerava l’arteria femorale. Ma ora sto bene»

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GUASTALLA

Paura, giovedì sera, per un pensionato di 67 anni, volontario dell’Us Saturno, che si è ferito a una gamba mentre stava scavalcando la cancellata della parrocchia di Pieve. L’uomo si occupa di trasportare con un pulmino della società i ragazzi che giocano a calcio nelle squadre giovanili guastallesi. Paolo Fraiese, questo il nome del volontario, ex dipendente della Procura di Reggio che ha prestato la sua opera anche al tribunale di Guastalla, nell’ufficio del giudice di pace, terminato il servizio si è accorto che i cancelli della parrocchia, all’ingresso dell’oratorio, erano chiusi, data l’ora (circa le 20.30).

Il 67enne solitamente entra da via Rosario, sul lato della caserma dei carabinieri, ma l’altra sera, dato che aveva lasciato la propria auto nei pressi della basilica di Pieve, anziché usare le chiavi e fare un giro un po’ più lungo, ha voluto prendere una scorciatoia. Così ha deciso di scavalcare l’inferriata che delimita il perimetro della parrocchia. Ed è qui che Fraiese è rimasto ferito. Il pensionato, infatti, nell’attraversare a scavalco i ferri appuntiti della recinzione, ha messo un piede in fallo – su un bidoncino dei rifiuti che si è rovesciato – procurandosi una lacerazione profonda nella parte posteriore della coscia sinistra, che ha iniziato a sanguinare copiosamente. Il 67enne si è spaventato nel tamponare la ferita, poi si è trascinato fino in strada, dove alcuni passanti, vedendo la scena e il sangue perso, ha pensato bene di chiamare il 118.

«Avevo messo il piede destro sul bidoncino dei rifiuti che si trovava all’esterno, ma si è rovesciato, per cui la gamba sinistra mi è rimasta all'interno, e lì mi sono ferito – ha raccontato Fraiese – I medici dell’ospedale di Reggio mi hanno detto che mi è andata bene, perché se mi fossi ferito qualche centimetro più giù, mi sarei lacerato l’arteria femorale. Comunque sto meglio – prosegue con spirito allegro – mi hanno applicato dei cerotti a farfalla. Oggi (ieri per chi legge ndr) sono già in giro col pulmino».

Paolo Fraiese è stato trasportato all’ospedale di Reggio Emilia. Per rimarginare la ferita non è stato necessario alcun intervento chirurgico, né applicare punti. La prognosi è di 10 giorni. Il 67enne è stato dimesso, dopo vari accertamenti, ed è tornato a casa intorno alle 2.30 di ieri notte.

«A casa mi hanno sgridato oer quello che mi è successo – ha detto ancora Paolo Fraiese –. Più di me, si sono spaventati i miei famigliari. Ho fatto una leggerezza, ma non succederà più. Lo so di non essere più un ragazzino, anche se mi sento ancora giovane». Le condizioni di Paolo Fraiese non destano preoccupazioni. Tutto è bene quel che finisce bene, ma si può davvero parlare di tragedia sfiorata. —

MAURO PINOTTI

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