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CARPINETI 

«Asp, servizi in declino Pronti alla protesta»

«Asp, servizi in declino Pronti alla protesta»

I sindacati contrari all’ipotesi di esternalizzare ai privati «La Don Cavalletti è l’ultimo baluardo realmente pubblico»

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CARPINETI

«Asp o non più Asp, questo è il dilemma». Assume toni shakespeariani la paura dei dipendenti e dei sindacati per il futuro dell’Asp Don Cavalletti di Poiago, la principale azienda di servizi alla persona della montagna reggiana, da cui dipendono la casa di riposo di Poiago e alcune attività domiciliari. Da tempo vi sono polemiche sull’assetto dell’Asp, alle prese con annosi problemi di bilancio. Gli enti pubblici hanno avviato un percorso per esternalizzare diversi servizi, così da ridurre i costi. Il 12 settembre si è tenuta un’assemblea col personale e i delegati sindacali Fp Cgil, Fp Cis e Uil Flp. Le previsioni sono cupe, si parla di una «forte preoccupazione per il futuro dei servizi sociali pubblici della montagna. Dopo anni di depotenziamento dell’Asp, che ha visto via via ridursi il numero dei servizi alla cittadinanza dell’intero distretto montano, ora ulteriori ombre stanno emergendo sulla Cra (la residenza protetta) di Poiago». Perché questo pessimismo? «Il personale riscontra numerose problematiche organizzative non più all’altezza del passato, con evidenti cali di qualità e efficienza, pur dando il massimo sostegno alla struttura e ai suoi ospiti. Riteniamo che si sia giunti a un punto di non ritorno. Tale situazione, che ha visto un lento ma inesorabile declino dei servizi, grazie all’abnegazione di tutto il personale, ha trovato comunque una soluzione riuscendo a far fronte alla criticità del periodo Covid». Poiago è stata una delle poche realtà senza contagi, si sottolinea. Ma ora i problemi sono troppi, gestionali e pratici: «Si sono susseguite ulteriori criticità, come l’avvicendarsi di più figure al coordinamento, la recente mancanza del manutentore, le dimissioni del responsabile alla sicurezza interna e, per ultimo, ma non meno importante, l’attuale assenza del direttore», è la denuncia. Nelle scorse settimane il consiglio comunale carpinetano si è spaccato sulle gestioni futuri e sugli assetti da individuare per garantire un futuro all’Asp. Se l’ipotesi di esternalizzare tornasse fuori, sottolineano i sindacati, «se fosse vero questo, ci sarebbe una ulteriore impronta privastistica sul territorio montano, già fortemente gestito da privati, dove l’Asp Don Cavalletti è rimasto l'ultimo baluardo realmente pubblico. Questo produrrà certamente forti cambiamenti sui servizi. Come sindacati non accettiamo questo ulteriore cambiamento». Anche perché, è l’amara conclusione, lo smacco per i lavoratori sarebbe doppio: «Sarebbe davvero contradditorio che questi dipendenti, che pur con tutte le controversie di questo periodo hanno reso un servizio di qualità alla cittadinanza, fossero trattati con questo distacco dagli amministratori, portando a modificare in modo così repentino e radicale questa realtà territoriale che non merita di perdere l’ultimo presidio pubblico esistente nella montagna reggiana». E se si arrivasse all’esternalizzazione? La risposta sarebbe dura: «Se venisse presa questa decisione, saremo pronti con tutto il personale ad avviare una grande mobilitazione di protesta fino ad arrivare allo sciopero». —

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