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Centrato dai pallini mentre pota la vigna

Adriano Arati
Centrato dai pallini mentre pota la vigna

Un 62enne è stato colpito al volto e al corpo. Ha urlato, ma il cacciatore si è allontanato senza prestare soccorso

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SCANDIANO. Una raffica di pallini addosso, al viso e al corpo. Fra i rischi potenziali per la salute e la inevitabile paura, non è stata affatto una giornata piacevole, quella vissuta ieri da un 62enne abitante di Cacciola di Scandiano, nel primo giorno di apertura di caccia alla lepre e alla penna.

L’uomo è stato colpito da una “rosata” di piccoli pallini, utilizzati nelle cartucce per l’attività venatoria verso i piccoli volatili e le lepri. Si trovava in una vigna di sua proprietà nei campi attorno a Cacciola, non lontano dalla zona delle vecchie scuole della piccola frazione scandianese, al confine con Reggio. Un’area rurale pianeggiante da sempre molto battuta dai cacciatori, e in particolare ieri per l’avvio della stagione venatoria. Verso le 8.30 il 62enne stava potando e sistemando delle viti quando ha iniziato a sentire un costante abbaiare di cani.

Pochi minuti dopo, uno sparo e il dolore improvviso, con tante fitte al capo e al torso, seguite da piccole perdite di sangue.

L’agricoltore ha urlato per chiedere aiuto, senza ottenere risposta e senza notare nessuna persona nelle vicinanze. Non è chiaro quindi se il cacciatore autore dello sparo si sia accorto di quanto accaduto o meno. Di certo vi sono prescrizioni chiare e severe su distanze e precauzioni da mantenere quando si va a caccia in zone abitate.

Il cacciolese è riuscito a tornare alla propria abitazione, a poche decine di metri di distanza, e lì è stato soccorso dal figlio, che ha poi avvisato il 118. Il 62enne è stato portato al pronto soccorso del Santa Maria Nuova di Reggio, dove è stato sottoposto ad esami e accertamenti e dove è stato medicato.

I sanitari sono riusciti ad estrarre solo alcuni dei pallini, e nel primo pomeriggio lo hanno dimesso. Nel frattempo a Cacciola era arrivata una pattuglia dei carabinieri della stazione di Casalgrande, in servizio domenicale, per i primi rilievi.

Una volta tornato a casa, l’uomo ferito ha poi raggiunto la tenenza di Scandiano per formalizzare la denuncia contro ignoti. Ora partiranno le indagini per cercare di identificare il cacciatore e capire se si sia reso conto del ferimento del 62enne.

La vicenda per ora si conclude con un fortissimo spavento e con diverse cicatrici, ma le conseguenze sarebbero potute essere ben più serie. I pallini sono pensati per ampliare le possibilità di colpire piccoli e rapidi animali; un singolo pallino non ha la forza d’impatto dei proiettili usati per altri tipi di caccia, ma anche i minuscoli corpi metallici possono provocare lesioni gravi, soprattutto agli occhi e al viso, o generare emorragie.

Incidenti similari non sono certo una novità assoluta, e il primo giorno di attività venatoria, in una zona semplice da raggiungere come la campagna attorno alla via Emilia, ha portato nell’area parecchi cacciatori. —

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