Gazzetta di Reggio

Reggio

casalgrande 

La giunta vuole una società sportiva pubblica: il Pd insorge

Adriano Arati
La giunta vuole una società sportiva pubblica: il Pd insorge

Polemica su l’idea contenuta in un atto di indirizzo della squadra di Daviddi. Debbi: «Mina l’autonomia delle realtà locali». Benassi: «Supera le divisioni»

3 MINUTI DI LETTURA





CASALGRANDE. Una squadra “di proprietà comunale” per Casalgrande? L’ipotesi, emersa da un atto di indirizzo della giunta comunale casalgrandese guidata dal sindaco Giuseppe Daviddi, non è stata accolta bene dal gruppo di opposizione del Pd locale.

L’atto, sostiene il segretario Pd Paolo Debbi, contiene «il proposito di istituire “una società sportiva avente capitale a maggioranza pubblico e identificando il Comune quale socio di maggioranza». In pratica, sarebbe una società sportiva con “azionista di riferimento” pubblico, e questa realtà – secondo l’opposizione – potrebbe poi partecipare ai bandi comunali per la cura dei numerosi impianti sportivi presenti nel vasto territorio casalgrandese, da sempre casa di tantissime discipline.

Per molte società, proprio la gestione delle strutture rappresenta una delle principali fonti di sostentamento e di mantenimento delle proprie attività. Per Debbi, si tratta di un’iniziativa «che ci lascia stupiti e sconcertati, perché va a minare quella che è l’autonomia dello sport rispetto alla politica, mettendo nelle mani dell’amministratore di turno la possibilità di controllare un momento della vita delle persone che dovrebbe essere libero da condizionamenti e trasversale rispetto a qualunque idea politica».

Un unicum in provincia 

Si tratterebbe poi di una novità rispetto ad un sistema consolidato: «Ammesso, ma non concesso, che possa essere vantaggiosa per il Comune dal lato economico, cosa sulla quale nutriamo seri dubbi, dal momento che non esistono modelli simili intorno a noi, l’indipendenza delle realtà sportive ha un valore maggiore».

Debbi contesta proprio questa volontà di mutamento: «Cosa c’è che non va nel mondo dello sport a Casalgrande per arrivare a questa novità? Quali fantomatiche storture mostra il sistema?», chiede.

La preoccupazione principale è per i futuri bandi di gestione degli impianti. «Cosa accadrà a chi grazie alla propria passione e intraprendenza, vorrà continuare o dar vita a un progetto sportivo autonomo, ma in concorrenza col pubblico? Il timore è che dovrà accontentarsi delle “briciole” (in termini di impianti e di sostegno economico), lasciate dalla nuova “squadra comunale”».

L’assessore 

«L'amministrazione pubblica è proprietaria di tutti i campi su cui operano in concessione le società potenzialmente coinvolte nel progetto ed eroga contributi, laddove necessari, a sostegno dell’attività sportiva: non comprendo quindi perché l'amministrazione non dovrebbe avere la facoltà di portare avanti un progetto in questo ambito», replica l’assessore allo Sport Daniele Benassi.

E smentisce che sia il primo passo per costringere le realtà presenti a far parte del percorso.

«Sostenere che si voglia costringere le società sportive ad aderire a questo progetto è una narrazione pilotata che mistifica la realtà: proporre un percorso comune alle società sportive significa cercare sinergie, creare un senso di appartenenza al territorio, superando divisioni e visioni singolari».

L'obiettivo, assicura Benassi, è dare libertà di scelta, e «avviare un progetto condiviso su base assolutamente volontaria che permetta di valorizzare all’interno di un contenitore valori e capacità esistenti, ottimizzando le risorse pubbliche». A oggi, poi, non vi è nulla di concreto: «Nessuna convenzione attualmente in vigore è stata disattesa, tutto verrà portato avanti nel rispetto degli accordi presi, anche quelli ereditati dalla precedente amministrazione. Noi desideriamo proporre un’evoluzione moderna al nostro “sistema sport” aperta a coloro che vorranno aderire, il resto è sterile polemica».

La maggioranza

La risposta politica arriva dalla maggioranza civica Noi per Casalgrande: «Risulta evidente come dall’esterno qualcuno si sia rivolto ad uno schieramento politico per propri interessi, trovando da quest’ultimo disponibilità a montare una polemica ad arte per lo scopo – si sostiene –. L’amministrazione sta portando avanti una proposta alla quale sarà possibile aderire o meno su base volontaria, senza coercizioni e senza disconoscere accordi in essere anche se sottoscritti dalle precedenti amministrazioni». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA. .

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google