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Ai dipendenti Ferrarini il divieto di usare i telefonini in azienda

Ai dipendenti Ferrarini il divieto di usare i telefonini in azienda

Il cartello pubblicato a Rivaltella per informare i lavoratori  «Per chi non si atterrà saranno presi provvedimenti»

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REGGIO EMILIA . «Vi comunichiamo che dal 21 /09/2020 è fatto assoluto divieto di introdurre e/o utilizzare all’interno del perimetro aziendale telefoni cellulari. Siete pregati di lasciarli presso la vostra abitazione e/o sulla vostra auto e utilizzarli solo se fuori all’area cortiliva». È la comunicazione che si sono trovati tutti i dipendenti della Ferrarini, affissa in uno dei punti dell’area ristoro dello stabilimento di Rivaltella.

La comunicazione è firmata dalla direzione delle risorse umane dell’azienda, che annuncia provvedimenti disciplinari per coloro che non rispetteranno il divieto: «Nel caso di necessità di ricevere comunicazione urgenti – si legge nel cartello – sarà possibile farsi inoltrare la telefonata nel reparto di pertinenza. Le telefonate verso l’esterno dovranno essere richieste al centralino, previo autorizzazione del capo reparto, o in sua assenza, del responsabile di produzione e/o di stabilimento. Vi preghiamo pertanto di attenervi a queste nuove disposizione, in caso contrario saranno presi provvedimenti disciplinari».

L’uso del cellulare personale durante l’orario di lavoro è argomento da tempo dibattuto nelle realtà aziendali, sul quale la Cassazione ha messo punti fermi legittimando i datori di lavoro a vietarne l’utilizzo in funzione del rischio che i dipendenti sottraggano tempo alla propria occupazione, anche attraverso le applicazioni presenti sugli smartphones. Sempre la Cassazione ha legittimato la possibilità di prendere provvedimenti disciplinari che arrivano fino al licenziamento nei confronti di quei lavoratori che contravvengono al divieto, sebbene per ragioni di privacy per i datori di lavoro di fatto sia impossibile controllare i dipendenti per vedere se abbiano o meno lasciato il telefonino fuori dall’azienda o se lo tengano in qualche tasca. Una novità, dunque, destinata a far discutere i dipendenti Ferrarini, già alle prese con il tortuoso percorso del concordato e con il braccio di ferro fra le due proposte concorrenti: da un lato quella presentata da Ferrarini insieme a Pini e Amco, dall’altro la cordata formata dal Gruppo Bonterre-Grandi Salumifici Italiani, Opas, Hp, Banca Intesa e Unicredit. —

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