Botte dal figlio, finisce in ospedale per 2 mesi
L’anziana madre aggredita in casa al culmine di maltrattamenti durati un anno, fra continue richieste di denaro
Tiziano Soresina
REGGIO EMILIA
Una convivenza madre e figlio talmente problematica che nell’ultimo anno la situazione è divenuta insostenibile se non pericolosissima per l’anziano genitore.
E la mamma 79enne si era sentita talmente sotto pressione – con continue richieste di soldi da parte del figlio disoccupato di 55 anni – che non aveva esitato nel cedere bancomat ed averi alla sorella pur di evitare contrasti.
Ma anche quella contromisura non era servita, perché i maltrattamenti del figlio sono esplosi in un’aggressione talmente violenta in casa (in un’abitazione in zona-Canalina) da richiedere poi il ricovero ospedaliero al Santa Maria Nuova della madre che vi rimarrà per oltre due mesi.
Ed è proprio l’arrivo in ospedale a far scattare l’inchiesta d’ufficio della polizia. Vicende rimaste a lungo sotto traccia, in quanto l’episodio più drammatico risale al 17 aprile scorso, quando il certificato medico (“trauma cranico, ecchimosi periorbitale frontale e temporale destra, nonché trauma toracico con fratture costali multiple”) descrive inequivocabilmente uno scagliarsi del figlio contro la madre a dir poco violento.
Non a caso l’anziana sarà dimessa dall’ospedale solo il 24 giugno, ma non farà più ritorno a casa (da allora vive in una struttura protetta) per motivi di sicurezza, ma anche per potersi curare in maniera adeguata vista l’età.
Spintoni, mani intorno al collo, colpi sul capo, percosse: sono questi gli atti violenti – ricostruiti dalla questura, coordinata in quest’inchiesta dal sostituto procuratore Marco Marano – con cui il figlio ha pian piano reso un inferno la vita della madre, arrivando cinque mesi fa a quella brutale aggressione.
Sinora le indagini non hanno portato a nessun passaggio in tribunale.
Ma dal primo settembre – su richiesta del pm Marano – il gip Luca Ramponi ha disposto per il figlio l’allontanamento dalla casa familiare.
Provvedimento restrittivo che si insinua in una situazione delicata, perché le condizioni di salute sia del figlio (tutelato dall’avvocatessa Elisabetta Strumia) che della madre non hanno sinora consentito d’interrogarli.
Agli atti d’indagine la visita del medico-legale all’anziana mentre era ricoverata in ospedale, le testimonianze di alcuni parenti, il certificato medico del ricovero ospedaliero. Una famiglia ormai in frantumi. —
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