Clamoroso furto di motoseghe alla ditta Lodesani
Una banda di ladri aggira il sistema di videosorveglianza e si cala dall’alto nel capannone di via Morse
REGGIO EMILIA. «Una banda di professionisti, che sapevano esattamente come muoversi, tant’è che hanno eluso le telecamere. Ci hanno ripulito per bene».
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Emanuele Lodesani, titolare della Lodesani Snc di via Samuele Morse 1 a San Maurizio (vicino allo Sherlock Holmes Pub), ha riassunto così il colpo notturno messo a segno da ladri acrobati, che dopo essersi calati del sottotetto se ne sono andati con una trentina di motoseghe, per un valore approssimativo di 15mila euro.
La Lodesani Snc è un’azienda storica specializzata nel gardening e nelle attrezzature per il verde: rasaerba, decespugliatori, soffiatori, tagliasiepi e altri utensili, che vende o noleggia ai privati nuovi oppure usati.
«L’allarme, domenica scorsa, è suonato alle 23.10 e quando sono arrivato sul posto c’erano la guardia giurata e una volante della polizia di Stato», spiega il titolare.
Secondo quanto ricostruito durante il sopralluogo, il colpo è stato messo a segno con una esecuzione impeccabile. «I malviventi hanno tagliato la recinzione da dietro e sono entrati dal cortile di un’altra azienda, hanno spaccato un vetro della nostra officina situato a una altezza notevole (circa tre metri) e da lì, tramite il lucernario forzato, si sono calati con delle corde dal sottotetto dentro l’officina».
Penetrata all’interno, la banda si è diretta subito verso il punto dove erano esposte le motoseghe.
«Si tratta di un articolo appetibile, perché leggero da trasportare e piuttosto caro. Noi trattiamo motoseghe professionali marca Stihl, che è il top di gamma, le più costose: a seconda delle dimensioni, costano dai 100 ai 500 euro. Stiamo ancora facendo una valutazione precisa, ma ne mancano almeno una trentina, la montagna che c’era prima non esiste più. Alcune scatole sono state perse per strada dai ladri, nella fretta della fuga».
Per guadagnare l’uscita i malviventi non potevano ripercorrere lo stesso tragitto.
«E noi posizioniamo sempre dei trattori dietro le porte, proprio per evitare il passaggio di estranei da un locale all’altro. Però i ladri sono riusciti a spostare il trattore, non so come visto che non l’hanno acceso, uscendo dal retro. E a quel punto è scattato l’allarme».
Non solo. «Per non farsi vedere da chi passava dalla strada hanno costruito con dei pannelli fotovoltaici una paratia, una sorta di divisoria, e l’hanno messa contro il muro, dove l’abbiamo trovata. Per terra è rimasto anche un piede di porco ed erano visibili delle impronte».
Lodesani ha riferito poi quello che lui stesso definisce «un particolare strano. Nel tragitto di uscita hanno lasciato una bici da bambino nuova, che prima non c’era. Ho chiesto anche ai vicini: non appartiene a nessuno e di certo non è nostra. Può essere che l’abbiano rubata e usata per fare la spola più velocemente, ma questo aspetto è da accertare».
Fatto sta che, di tutta questa operazione, nelle telecamere non c’è traccia.
«Il sistema di sorveglianza è puntato sul davanti e sui lati, mentre i ladri hanno aggirato l’occhio elettronico».
Perciò non si sa in quanti fossero, si presume almeno tre o quattro, più una macchina per caricare la merce.
«Dieci anni fa avevamo subìto una spaccata con un’auto ariete contro la vetrina, poi piccoli ammanchi ma mai un furto con questa modalità. L’hanno pensata bene, erano ben informati su aspetti non visibili dall’esterno». La questura ha fatto intervenire sul posto gli esperti della Scientifica, che hanno prelevato alcuni campioni. —
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