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novellara, UNA STELE PER DON CANDIDO BIZZARRI 

Il sentiero Cai 608 al centro di un progetto dedicato ai più piccoli

Alessandro Cagossi

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NOVELLARA

L’emergenza Covid-19 non ha fermato il Cai di Novellara, che ha in cantiere tante iniziative. La voglia di uscire dopo la quarantena e la riscoperta del turismo di prossimità ha fatto centro non solo in Appennino reggiano, ma anche nella Bassa: la voglia di stare all’aria aperta e di riscoprire gemme locali ha coinvolto anche il sentiero Cai 608, inaugurato nel 2017 e dedicato a don Candido Bizzarri, compianto parroco di Novellara dal 1999 fino alla sua morte, avvenuta nel 2012.

Missionario e amante della montagna, don Bizzarri sarà ricordato con una stele in pietra che sarà posata all’inizio del percorso nel 2022, a 10 anni dalla sua scomparsa. Ma non solo. Giordano Lusuardi, reggente del Cai di Novellara, annuncia «una convenzione coi Comuni di Novellara e Reggiolo che assegna la manutenzione del sentiero a una squadra di manutentori volontari del Cai di Novellara. Abbiamo anche in progetto la realizzazione di un libro sulle Valli di Novellara». Il sentiero Cai 608 Il sentiero si estende per 10 chilometri nel territorio palustre delle Valli di Novellara e Reggiolo. Posto ad un’altitudine che si aggira tra i 16 e i 19 metri sopra il livello del mare, è il percorso Cai più basso d’Italia. E un raro caso di “riconversione naturalistica” di un tratto di ex strada provinciale Novellara-Codisotto, in disuso da decenni. Di facile percorrenza, lo si può attraversare a piedi o in mountain bike, da soli o in compagnia, ed è un’occasione per gli appassionati del territorio locale o scolaresche per ammirare filari di pioppeti, chiaviche antiche, fossi, canali, casse di espansione, argini a prato, flora spontanea e fauna selvatica (immancabili la rara viola pumila, le siepi autoctone, gli aironi), campi vasti e pianeggianti che sembrano paesaggi lunari, ponti secolari con pietra a vista e perle architettoniche rurali, come la ben conservata “Ca dal vigliacc”, tipico edificio seicentesco del periodo gonzaghesco che fungeva da dogana ai tempi della navigazione fluviale.

Spiega Lusuardi: «L’itinerario nelle Valli è un valore aggiunto al nostro territorio. Il sentiero è stato frequentatissimo nel periodo post lockdown. Consente una visione spettacolare sulle campagne circostanti. Valorizza i luoghi e mira alla loro salvaguardia, per poi offrirli come aree naturali da vivere nel tempo libero».

“Outdoor education nelle Valli L’educazione all’aperto” è un progetto che si svilupperà sul sentiero Cai 608 con il coinvolgimento del Family Cai di Novellara (la sezione che organizza escursioni e attività didattiche rivolte ai bambini), e la collaborazione della professoressa Barbara Bocchi, ricercatrice e docente presso l’Università di Bolzano. L’idea è di realizzare sul sentiero punti di attrazione con materiali naturali per i più piccoli, come nascondigli e labirinti, zone di osservazione e di ascolto della natura attraverso la creazione di laboratori all’aperto, palestre, zone di potenziamento della sensorialità, e boschi sonori.

Questo progetto segue approcci pedagogici (tra cui Montessori e Steiner) ed esperienze educative all’aperto (scuole nel bosco, fattorie didattiche, agrinido) che pongono l’accento sulla relazione tra uomo e natura, valorizzando le opportunità dello star fuori (outdoor) e del concepire l’ambiente esterno come luogo di formazione. —

Alessandro Cagossi

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