Gazzetta di Reggio

Reggio

VITTIMA DELLE FOIBE 

Reggio ricorda Norma Cossetto violentata e uccisa dai partigiani slavi

Roberto Fontanili

2 MINUTI DI LETTURA





Roberto Fontanili

REGGIO EMILIA

Veloce ripasso di storia recente, in sala Tricolore, che ha confermato l’assenza a settant’anni dalla fine del Fascismo di una memoria condivisa nel nostro Paese sulle tragiche vicende di quegli anni. Lo spunto per ripercorrere la nostra storia è arrivato nel dibattito e nel voto sulla mozione presentata da Cristian Panarari (del Gruppo Misto, dopo la sua uscita dal M5s) in cui si chiedeva al Comune di intitolare un luogo pubblico o una via a Norma Cossetto.

La giovane studentessa istriana, convinta fascista, catturata e imprigionata dai partigiani slavi, seviziata e violentata dai suoi carcerieri prima di essere barbaramente gettata nel 1943 in una foiba nei pressi di Villa Surani. Un confronto da cui è emersa una diversa lettura di quegli anni tra maggioranza e opposizione e nella stessa maggioranza. La mozione è stata approvata con 11 voti a favore (Lega, M5s, Gruppo Misto, Alleanza Civica, Forza Italia), 4 voti contrari (Ghidoni, Mahmoud e Vergalli del Pd e Perri di Reggio è) e 11 astenuti Pd e Più Europa.

Norma Cossetto a cui nel 2005 il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha conferito la Medaglia d’oro alla memoria civile con la motivazione: “Giovane studentessa istriana, catturata e imprigionata dai partigiani slavi, veniva lungamente seviziata e violentata dai suoi carcerieri e poi barbaramente gettata in una foiba. Luminosa testimonianza di coraggio e di amor patrio”, è diventata una delle figure simbolo per ricordare le vittime delle foibe, a cui non senza polemiche negli anni le sono state intitolate vie e luoghi pubblici in diversi comuni italiani: Gorizia, Bolzano, Fano, Verbania, Latina e altri piccoli comuni e Pescara. Decisione quest’ultima che ha sollevato le proteste di Anpi e Arci per aver scelto quella figura nel 75esimo anniversario della Liberazione. Posizione non dissimile da quella di Cristian Vergalli che spiega di aver votato in difformità dai suoi colleghi di partito in quanto l’ha ritenuta «una provocazione volutamente politica e strumentale. A 75 anni dalla Liberazione l’intitolazione di una via a Norma Cossetto rappresenta la posizione di una parte politica volta a fare del revisionismo storico dimenticando l’intero contesto nel quale maturarono quei fatti».

Poi aggiunge: «Nessuno vuole negare l’efferatezza dimostrata nei confronti della Cossetto, che non ammette scusanti. Fascista o non fascista ha avuto una sorte terribile. Fu una delle vittime, che si contano a decine di milioni, nel secondo conflitto, non capisco perché farne un’icona di libertà dato che non ha avuto nessun ruolo rilevante in tal senso». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google