«Caccia, più regole e limiti per evitare altri incidenti»
L’intervento del sindaco Nasciuti dopo il caso del 62enne ferito a Cacciola: «Non voglio demonizzare nessuno, ma i cittadini non devono rischiare la vita»
SCANDIANO. «Il ferimento dell’abitante di Cacciola colpito dai cacciatori nella sua vigna non può lasciarci indifferenti». Annuncia una mobilitazione per estendere precauzioni e vincoli di sicurezza nei periodi di caccia, il sindaco Matteo Nasciuti. Nei boschi di Cacciola è avvenuto, domenica scorsa, il primo incidente stagionale, nel giorno dell’apertura dell’attività venatoria verso lepre e piccoli volatili. Un 62enne è stato colpito da una “rosata” di piccoli pallini mentre si trovava nella propria vigna non lontana dalle scuole di Cacciola. Le ferite non sono state profonde, ma le conseguenze avrebbero potuto essere serie, se qualche pallino avesse colpito gli occhi o le vie respiratorie. L’autore dello sparo non è stato identificato; non è chiaro se non si sia accorto dell’accaduto.
La vicenda ha generato polemiche, e ora il sindaco vuole chiedere provvedimenti più severi sui limiti e le distanze – già indicate nei regolamenti venatori – che i cacciatori devono mantenere dalle zone in cui si trovano altre persone.
«Non posso e non voglio sottrarmi a una riflessione. È una partita delicata su cui però è il momento di avviare un confronto serio. Non è mia intenzione demonizzare la caccia, ma non possiamo accettare che persone rischino la vita nell’esercizio delle proprie attività», afferma il sindaco.
Visto che il problema riguarda bene o male l’intero territorio provinciale, pur con dinamiche diverse, Nasciuti vuole chiedere «l’apertura di un tavolo di confronto tra amministratori, associazioni e addetti ai lavori finalizzato a definire regole e azioni comuni».
Un modo per arrivare a indicazioni e sanzioni più stringenti. I rischi più elevati di coinvolgimenti di persone esterne riguardano proprio la caccia ad animali di piccole dimensioni in campagna, in pianura e in collina, in aree dove non mancano gli abitanti.
Le più complesse battute di caccia al cinghiale e le selezioni degli ungulati avvengono abitualmente in zone più isolate e – visto il numero elevato di partecipanti – richiedono già misure molto rigide per informare i residenti e chi transita dai boschi. In un punto come Cacciola, denso di orti, sentieri e vigne, la possibilità che vi sia qualcuno all’opera a pochi metri da un cacciatore è elevata. Inoltre, sempre più si muovono nella provincia reggiana, storicamente una delle più “fertili” per la caccia, molti appassionati non locali, che non conoscono i luoghi e quindi non possono avere le attenzioni di chi sa dove si sta muovendo.
Un elemento evidenziato anche da Legambiente Reggio Emilia nel proprio bilancio della prima giornata: «Complessivamente si è registrato un abbattimento di capi inferiore allo scorso anno e la presenza, ormai consolidata di cacciatori da fuori regione soprattutto negli ambiti di caccia Atc Re1 e Atc Re2 (la zona di pianura) che vanno a riempire i buchi lasciati vuoti dai cacciatori reggiani», si sottolinea. —
Adr.Ar.. © RIPRODUZIONE RISERVATA .
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