La banda delle motoseghe colpisce a Cella
Alla Garden Service un colpo identico a quello messo a segno da Lodesani: rubata la serie da otto della Shindaiwa
REGGIO EMILIA
Hanno neutralizzato allarme e telecamere esterne, ma stavolta sono stati immortalati – anche se solo per pochi secondi – dagli occhi elettronici interni: nei frame si vedono due uomini (uno in giubbino verde con cappuccio calato sul volto e jeans, l’altro in giacca e berretto nero su calzoncini rossi, entrambi con le mascherine anti Covid) spuntare dall’alto del soppalco, prendere la scala, puntare dritti verso un espositore, arraffare gli attrezzi e sparire, mentre si accendono le luci del negozio.
Un altro colpo clamoroso è stato messo a segno dalla banda dei professionisti specializzati in furti di motoseghe. Ad essere presa di mira – con una modalità fotocopia rispetto alla Lodesani Snc di San Maurizio, dove sono state rubate 30 motoseghe per un valore di 15mila euro – è stata la Garden Service di via Vico 21/B a Cella, punto vendita che si occupa di assistenza e noleggio di macchine da giardinaggio, dove è sparito un set di marca del valore di 2.500 euro. In realtà il colpo a Cella è antecedente a quello della Lodesani, ma pare indubbio che la mano sia la medesima. Difatti alla Lodesani la banda ha agito domenica sera, mentre la Garden Service è stata “visitata” sabato verso le 23, ma il titolare si è reso conto dell’accaduto solo lunedì scorso. «Lunedì mattina non andava il combinatore telefonico dell’officina, cioè l’allarme collegato al mio cellulare, che non è scattato e che è stato messo fuori uso. In seguito mi sono reso conto che due scaffali di un espositore erano vuoti. Quello che è accaduto l’ho ricostruito in seguito analizzando le telecamere», spiega il titolare Stefano Fantini.
Secondo quanto ricostruito dalla polizia, intervenuta per un primo sopralluogo, dalle telecamere esterne si vedono tre individui – ma dovevano essere almeno quattro, nei paraggi il “palo” con una macchina – «che si aggirano intorno al perimetro aziendale già alle 20.30, cercando di capire come scavalcare il cancello: prima hanno provato a forzarlo, poi hanno tagliato le reti. Hanno guardato anche nel mio camioncino parcheggiato sul retro, aprendo il cassetto senza prendere nulla. E una volta sul tetto hanno strappato i fili dai faretti che illuminano il capannone, per agire al buio». E a questo punto, alle 21, le telecamere esterne si interrompono perché «prima di entrare nel capannone a un certo punto hanno preso un’asta di ferro di tre metri che tenevo tra i rottami del cortile e hanno alzano tutte le telecamere verso il cielo».
Quel che è seguito è stato ricostruito dai poliziotti in base a quanto ritrovato: un piede di porco per terra, la vetrata intatta riposta accanto ad una siepe, i faretti danneggiati e un tronco appoggiato sul muro contro la vetrata del retro del negozio. «Prima i ladri hanno spostato un tronco di legno (io li uso per provare le motoseghe, sono pesantissimi, non so come abbiano fatto a spostarlo e tra l’altro ci manca un metro e mezzo alla finestra alta tre metri e mezzo) e l’hanno usato per sfilare, senza romperle, le liste di vetro che portano al soppalco. Due si sono arrampicati all’interno, sono scesi dalla scaletta e in pochi secondi hanno arraffato, dall’espositore nella parte opposta, le otto motoseghe che avevo in esposizione: rosse, marca Shindaiwa, tutta la gamma (dalla piccola alla più grossa): il set vale sui 2.500 euro circa. Hanno preso solo quelle: ho in prova un robot automatico per segare il prato che vale molto di più, ma non l’hanno nemmeno guardato. Per me avevano fatto un sopralluogo, qualcuno deve avermi trattenuto con delle chiacchiere mentre gli altri studiavano il posto, ma non ho sospetti precisi».
Di certo c’è che si tratta di professionisti: «Un lavoro coi fiocchi, questa è gente capace, che sa come muoversi. È la prima volta che subìsco un furto del genere. Ho fatto denuncia sia alle forze dell’ordine sia alla casa madre con i numeri di matricola della serie: perciò se quei malviventi provano a vendere le motoseghe su internet o se si registrano sul sito della casa madre per ottenere pezzi di ricambio in garanzia verranno individuati». —
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