«Incredibile la quantità di contanti ritrovati»
Mescolini stupefatto: scovati quasi 300mila euro cash Messina: «Indagine d’avanguardia con valore nazionale»
REGGIO EMILIA
«È la prima volta che durante un’operazione simile troviamo una così ingente quantità di contanti. Siamo stupefatti. Ma è segno, però, che l’organizzazione non era ferma, ma ancora in piena operatività». Marco Mescolini, procuratore capo di Reggio Emilia, ha una certa dimestichezza con le inchieste sulle fatture false. «In Aemilia erano uno degli snodi centrali ma qui siamo ad un altro livello» spiega l’ex pm del maxi processo contro la ’ndrangheta, che tributa il suo plauso al lavoro congiunto effettuato dalla Squadra mobile e dalla Guardia di Finanza di Reggio Emilia, che già durante le indagini avevano sequestrato mezzo milione di euro, di cui 267mila in contanti. Altri ieri mattina durante il blitz. «Questa è un’operazione estremamente significativa - ha detto ieri Mescolini durante la conferenza stampa in questura sull’operazione Billions - Conosciamo da tempo in questo territorio il fenomeno delle frodi per operazioni inesistenti. Sono orgoglioso che la polizia giudiziaria di Reggio, operando in simbiosi tra loro finanza e polizia, abbia raggiunto questo risultato. Quanto sequestrato in queste ore è incredibile. Non pensavo che avremmo ritrovato così tanti oggetti valore, macchine, anche un’arma con matricola abrasa, fattore assai preoccupanti che ricollega questo gruppo anche ad altra criminalità. Ma soprattutto siamo stati attenti a dove sta andando la criminalità, che è sempre più veloce di noi. Prevedere dove andrà è un po’ come seguire il campione delle moto Marquez: tu resti sempre indietro. Per questo dico grazie anche alla capacità di vedere lontano di questi uomini e alla consolazione che ciò che è stato fatto qui sta diventando d’esempio in Italia». «L’erogazione dei servizi finanziari illegali non è un fatto estemporaneo – ha dichiarato il questore di Reggio Giuseppe Ferrari -– anzi, è un fenomeno criminale strutturato, consolidato e radicato». «È un’indagine d’avanguardia - dice Francesco Messina, direttore centrale Anticrimine della polizia - e sebbene non venga contestata l’aggravante mafiosa non c’è dubbio che sullo sfondo si staglia pesantemente questo convitato di pietra che pervade questa realtà da anni. Qui non c’è dubbio che le pratiche criminali disvelate, cioè la produzione di fatture per operazioni inesistenti, non rappresentano il know how specifico di questa organizzazione che l’ha poi esportato in altre parti d’Italia». E infine «non c’è dubbio che anche qui da qualche parte, nonostante sia una terra nota per il suo senso civico così diffuso, c’è qualcuno che di senso civico ne ha poco e si è prestato a favorire lo sviluppo di questo cancro». «Plaudo all’encomiabile lavoro delle forze dell’ordine» è stato il messaggio anche del prefetto di Reggio Iolanda Rolli: «L’esigenza di rafforzare la tutela dell'economia legale, precludendo spazi di agibilità che potrebbero aprirsi in questo contesto difficile, richiede un forte e deciso impegno per garantire una sana ripresa dell'economia». —
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