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L’export reggiano interrompe la lunga ascesa iniziata nel 2013

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REGGIO EMILIA

Bisogna ritornare al 2013 per ritrovare un valore delle esportazioni della provincia di Reggio inferiore a quello del primo semestre 2020. In quell’anno l’export reggiano dei primi sei mesi – come attesta la ricostruzione dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio – era stato di quasi 4.323 milioni di euro, 102 milioni in meno rispetto agli attuali 4.425 milioni.

Il calo di quest’anno – pari al 19,5% – interrompe la crescita che era seguita alla crisi del 2008 che si era riversata anche sull’export reggiano, tanto che nel primo semestre 2009 si scontò un calo delle esportazioni del 27,5%. La situazione economica attuale, sul piano degli scambi con l’estero, non è molto dissimile da allora; il valore dei beni esportati è sceso di quasi 1,1 miliardi rispetto al primo semestre del 2019 (da poco meno di 5,5 a poco più di 4,4 miliardi) a causa della pandemia da Covid.

I problemi e le limitazioni connesse all’interscambio commerciale introdotti per contrastare il contagio hanno provocato una forte flessione nelle vendite oltre confine: la metalmeccanica ha registrato un calo, nel primo semestre di quest’anno rispetto allo stesso periodo del 2019, del 21,3%; la diminuzione per il sistema moda è stata del 26,3% e del 22,8% per il comparto elettrico elettronico; –15,1% è il decremento della ceramica. L’export di alcuni prodotti, come quelli della filiera alimentare, ha retto meglio. È il caso delle carni lavorate e conservate (prevalentemente salumi) che, con un aumento dello 0,9% rispetto al primo semestre 2019, hanno superato i 24,8 milioni incrementando le vendite verso Stati Uniti (da 2,6 a 4,3 milioni), Brasile (+8,2%) e Spagna: questi tre Paesi acquistano oltre un terzo dell’esportato provinciale del settore. I prodotti lattiero-caseari registrano un lieve calo (-0,3%) che permette, però, all’export del Parmigiano-Reggiano di raggiungere quasi 145 milioni. Pari a -1,1%, la flessione registrata dalle bevande, ma ciò ha permesso comunque al Lambrusco reggiano di superare i 39,7 milioni di esportato rispetto ai quasi 40,2 milioni del gennaio-giugno 2019. Sono cresciute del 5,5% e hanno superato i 130 milioni le vendite oltre frontiera di sostanze e prodotti chimici destinate prevalentemente in Europa, ma anche ad altri paesi come Giappone, India, Usa. In aumento, ma con valori ancora molto limitati (6,4 milioni nel primo semestre 2019 e quasi 10 milioni nello stesso periodo del 2020), le esportazioni di prodotti e preparati farmaceutici reggiani. —

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