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Emiliano-romagnoli nel mondo 

La reggiana Mori in Regione al lavoro per la nuova consulta

l.s.
La reggiana Mori in Regione al lavoro per la nuova consulta

Approdato in commissione il rinnovo dei 34 rappresentanti «L’obiettivo è valorizzare il nostro territorio attraverso i nostri concittadini all’estero»

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La reggiana

Roberta Mori, consigliera regionale del Pd, saluta con soddisfazione l’imminente ricostituzione della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo. Lei stessa era stata relatrice nel 2015 della legge regionale che ha riformato tale organismo. Ora ci si accinge a rinnovarlo dopo che la Commissione parità e diritti delle persone ha approvato la proposta nominativa dei 34 componenti, tra rappresentanti di comuni, università e associazioni locali e rappresentanti esteri indicati da una novantina di associazioni attive in diversi continenti, dall’America all’Europa.

Intervenendo in commissione, Roberta Mori ha ricordato i punti salienti del lavoro svolto dalla Consulta nello scorso mandato: oltre un centinaio di progetti cofinanziati attraverso bandi in materia di arte, moda, cultura enogastronomica, salvaguardia dell’ambiente, formazione e inserimento al lavoro dei più giovani, che hanno coinvolto scuole, comunità locali, associazioni sia italiane sia estere e migliaia di ragazze e ragazzi. «La mission della Consulta – ha sottolineato Mori – è proprio questa: valorizzare l’Emilia-Romagna attraverso le proprie eccellenze e il senso di appartenenza di cui i nostri connazionali sono ambasciatori nel mondo. Da appartenente a una comunità reggiana legata da sempre ai suoi concittadini emigrati ringrazio per l’impegno incessante associazioni come la Filef di Reggio Emilia (Federazione italiana lavoratori emigrati e famiglie) e anche da ex sindaca di Castelnovo Sotto posso testimoniare l’importanza dei rapporti solidali, di memoria condivisa e reciproco sostegno con l’Argentina in tempo di crisi, una crisi che oggi ci riguarda e che dobbiamo superare insieme». Nella commissione i paesi più rappresentati sono Argentina, Brasile e Cile, ma sono inclusi anche Repubblica Popolare Cinese, Perù, Uruguay e Paraguay, Canada, Australia, Stati Uniti d’America e, nell’ambito europeo, Francia, Svizzera, Belgio, Germania e Svezia, Regno Unito, Spagna, Portogallo, Romania e Moldavia. —

l.s.

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