Ferrarini e il divieto di telefonini in azienda «Per evitare i contagi»
REGGIO EMILIA
Divieto di utilizzare i telefonini in azienda e l’invito a lasciarli in auto o addirittura a casa. La decisione, come riportato dalla Gazzetta di Reggio, è stata comunicata lunedì dalla Ferrarini, azienda reggiana che produce prosciutti, ai suoi dipendenti con un cartello nello stabilimento di Rivaltella. Un divieto legato a questioni di sicurezza sanitaria. «La scelta è dettata da motivi igienici e sanitari – spiega al Carlino la responsabile del personale dell'azienda Anna Giovanelli – e ha trovato d'accordo la maggioranza sindacale Rsu. I telefonini sono fonte di contagio. In reparto ci sono 150 persone e non è che possiamo controllarle tutte. Siamo riusciti a non avere nessun caso di Covid nemmeno durante il lockdown, non è questo il momento di abbassare la guardia. Anche se si ha il telefono in tasca, con la vibrazione, il rischio di distrarsi è alto. Da noi c’è chi lavora con dei coltelli in mano. Nel nostro stesso stabilimento di Parma la restrizione sui telefoni c’è sempre stata». La decisione ha suscitato lamentele da parte dei dipendenti che hanno chiesto spiegazioni ai sindacati. Proprio dai sindacati arriverebbe una controproposta: poter usare il telefono solo durante la pausa per poi igienizzarsi le mani prima di tornare a lavorare. Intanto sul concordato Ferrarini è arrivata anche un’interrogazione in Regione. A presentarla è il consigliere Luca Sabattini (Pd) che chiede chiarezza sul piano di salvataggio e sul coinvolgimento di Amco. Da qui l’atto ispettivo per sapere dall’amministrazione regionale «se, vista l’importanza dell’operazione di salvataggio per il nostro territorio, non ritenga opportuno intervenire presso il ministero dell’Economia e delle finanze manifestando la propria preoccupazione». —
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