«Il servizio di WhatsApp di Seta? Non sa gli orari e non aiuta gli utenti»
La segnalazione di una lettrice alle prese con ripetuti disagi affrontati nell’utilizzare la linea 2 «Un’azienda di trasporto pubblico non deve prendere per il naso i cittadini e i lavoratori»
la lettera
Buongiorno, volevo segnalare un pessimo servizio che Seta sta riservando ai cittadini in modo al quanto scorretto. Premetto che per ragioni di lavoro ogni mattina mi reco alla Caserma Zucchi per prendere la linea nr. 2 in direzione Ritiro/Rubiera.
Da alcuni giorni le corse delle ore 7:28 e 7:33 provenienti da Sant’ilario e dirette a Ritiro non effettuano il passaggio, nonostante sul sito internet dell’azienda il pdf della linea nr. 2 riporta il regolare passaggio delle corse nr. 02505 delle 7:28 dal lunedì al venerdì, ad eccezione del 24/11, e 02017 delle 7:33 sempre dal lunedì al venerdì, così come dimostrato dall'allegato alla presente.
Dopo giorni di arrivo in ritardo sul posto di lavoro a causa del non passaggio dei mezzi mi sono permessa di contattare Seta su Whatsapp, chiedendo informazioni in merito. Vi chiedo di prestare molta attenzione alle immagini allegate con cui vengono riportati i messaggi, in quanto inizialmente mi è stato risposto che dalla fermata Caserma Zucchi transitavano soltanto le corse delle ore 7:18 e 7:48 con direzione Rubiera.
Nel momento in cui ho mostrato l’immagine istantanea degli orari riportati sul sito aziendale, da cui appunto si evince che le corse delle 7:28 e delle 7:33 sono regolarmente previste, mi è stato risposto che è prevista solo la corsa delle 7:28 con direzione Ritiro e che in caso di mancato passaggio è necessario inoltrare reclamo.
Essendo stanchi di parlare con il muro, e sentendoci anche in qualche modo presi in giro dall’azienda che prima dà una risposta e in secondo luogo davanti all’evidenza schiacciante del disservizio offerto cambia versione, vi chiedo cortesemente di rendere pubblico questo increscioso episodio perché va bene fregarsene dei lavoratori, va bene fregarsene di chi paga regolarmente i titoli di viaggio, va bene fregarsene di quello che fanno i propri dipendenti in servizio, ma non esistono solo gli studenti, esiste purtroppo anche la gente che lavora e dovrebbe essere un obbligo morale per un’azienda di trasporto pubblico non prendere per il naso i cittadini ma informarli in modo corretto e puntuale sui canali presso cui la stessa azienda pretende che i cittadini si informino. —
Silvia Ferrari
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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