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La difesa 

Vasapollo davanti al giudice decide di non rispondere

E.L.T.
Vasapollo davanti al giudice decide di non rispondere

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REGGIO EMILIA

Si è avvalso della facoltà di non rispondere Vincenzo Vasapollo, 53 anni, cutrese residente a Reggio, che dopo un lungo oblio ieri è tornato in tribunale per l’interrogatorio di garanzia dopo il suo arresto nell’inchiesta sulle fatture false denominata Billions. Vasapollo è infatti un esponente di spicco della criminalità calabrese, essendo stato uno dei protagonisti della guerra di ’ndrangheta combattuta a Reggio Emilia negli anni ’90. Fu condannato in via definitiva a 13 anni e mezzo di reclusione per il tentato omicidio di Antonio Valerio.

Dopo aver scontato la pena era sparito dai radar della procura, fino a quando non è finito nel mirino degli investigatori che lo accusano ora di svariati reati tributari commessi come amministratore di diverse società. Pur non essendo considerato uno degli associati, è considerato una figura intermedia, non certo una testa di legno, per il quale è stato sollevato il pericolo di reiterazione di reati della stessa indole, che gli sono valsi la misura cautelare dell’arresto domiciliare. Già il gip Luca Ramponi aveva rilevato «una notevole capacità criminale consideratii precedenti penali numerosi e anche per reati gravi anche se aspecifici» come le condanne per ricettazione e il tentato omicidio del 2003, «e per reati comunque determinati da scopo di lucro come i plurimi precedenti per reati in materia di stupefacenti», viene riportato nell’ordinanza dell’inchiesta.

Vasapollo è quindi comparso davanti al gip ieri, accompagnato dal suo avvocato, Giuseppe Migale Ranieri, con il quale ha stabilito la linea difensiva, avvalendosi della facoltà di non rispondere in attesa di conoscere gli atti a suo carico, per poter avere così più chiaro il quadro accusatorio. —

E.L.T.

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