Ferrarini, slittata ancora la sentenza che deciderà le sorti del concordato
La Corte d’Appello valuterà tra più di un mese l’impugnazione della proposta presentata dal ticket Pini-Amco
REGGIO EMILIA
Potrebbe volerci ancora più di un mese per conoscere l’esito della guerra a suon di carte bollate innescata dalla cordata Intesa-cooperative contro Ferrarini. La banca ha infatti impugnato il secondo concordato migliorativo sotto il profilo dell’offerta presentato da Pini-Amco (sotto l’egida della famiglia Ferrarini) affermando davanti alla Corte d’Appello che la rinuncia al primo concordato era illegittima. Questione giuridica, risolta la quale però non terminerà lo scontro. Nel caso il ricorso fosse accolto, Ferrarini dovrebbe rimanere in campo presentandosi ai creditori con il vecchio concordato, che contempla un ristoro inferiore per i creditori. Nel caso in cui i giudici rigettassero l’impugnazione di Intesa, dovrebbero poi esprimersi sul secondo ricorso, quelle che vede contestare la sede del tribunale competente. Intesa chiede infatti che la procedura concorsuale venga portata all’attenzione del tribunale fallimentare di Bologna, sottraendola a quello di Reggio.
Ieri, però, l’udienza di Bologna è terminata con il giudice che ha disposto che le parti presentino delle memorie in base alle quali poi si andrà a sentenza. Questo per effetto ancora una volta dell’emergenza Covid, che ha visto azzerare le discussioni in presenza, facendo propendere la Corte per la presentazione delle memorie scritte, sulla base delle quali poi deciderà. I tempi dovrebbero essere di 30 giorni per la sentenza dal deposito delle memorie ma si ritiene che potrebbe arriverà anche prima.
In ballo c’è la salvezza del gruppo reggiano dei salumi, oberato di debiti ma che sta lavorando a pieno ritmo. La cordata industriale formata dai partner industriali del gruppo Bonterre-Grandi Salumifici Italiani, Opas, Hp, che col sostegno di Intesa e Unicredit il 10 agosto scorso aveva presentato al Tribunale di Reggio Emilia una proposta di concordato concorrente per Ferrarini, che a sua volta ha presentato un concordato migliorativo. «Senza evocare le delicate questioni giudiziarie che pendono ancora in relazione al concordato Ferrarini - scrive la cordata in una nota - è intenzione dei partner industriali sottolineare con fermezza l’impegno a mantenere l’offerta presentata e, se del caso, ad arricchirne ancor più i contenuti, qualora si instaurasse finalmente la leale procedura competitiva imposta dalla legge». Un assaggio della battaglia in atto. Veniva poi evidenziato come siano stati effettuati «fideiussioni bancarie e depositi bancari, con la disponibilità immediata, di oltre 50 milioni, al servizio del ripagamento dei creditori», insieme a garantire «la costruzione di un processo di filiera tutto italiano». La proposta Amco-Pini è giunta invece in continuità rispetto al lavoro dell’industria dei prosciutti, e punta forte sulla centralità di Reggio Emilia, mentre le coop sembrano più orientate a ricollocare produzioni e maestranze negli altri siti produttivi del gruppo Bonterre. —
E.L.T.
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