«I provvedimenti imbarazzanti penalizzano i commercianti»
Attacco del centrodestra contro l’ordinanza del sindaco che limita la movida in centro. «Chi ci assicura che i giovani non restino in giro?»
ALBINEA
«I provvedimenti restrittivi per il centro di Albinea sono imbarazzanti». Sono stati accolti da mille discussioni e da un secco attacco politico del centro-destra locale, i nuovi vincoli decisi dal Comune di Albinea per ridurre i rischi di assembramenti al giovedì e al sabato sera.
Sino al 15 ottobre, dalle 22 in centro non si potranno vendere né servire alcolici, alle 23.30 cesserà la somministrazione e la vendita di ogni genere di bevanda e alla mezzanotte gli esercizi dovranno chiudere. Una scelta pensata in un periodo delicato, quello del rientro a scuola, che amplifica le possibilità di contatto e contagio fra i giovani, formalizzata dopo un confronto con Ausl, comando provinciale dei carabinieri, prefettura e associazioni di categoria del commercio.
Per i consiglieri comunali di centro-destra Davide Ganapini, Giovanni Marmiroli e Marica Sarati la politica portata avanti è «imbarazzante» e non offre risposta né sul fronte sanitario né su quello del disagio per i residenti. «Per settimane e settimane i cittadini hanno lamentato lo scarso controllo delle ordinanze precedenti (obbligo mascherina nelle ore serali, divieto di asporto) e gli eccessivi assembramenti di numerosi giovani richiamati dalle belle iniziative dei commercianti di Albinea, nonché diffusi e crescenti episodi di vandalismo, rifiuti abbandonati, schiamazzi notturni», ricordano. E ora, sostengono, si è giunti alle restrizioni, a «un documento che fra le righe cela un evidente “non riusciamo a fare i controlli quindi chiudiamo i locali”». Per il centro-destra, il timore è che a «rimetterci siano sempre i commercianti, già penalizzati da un lungo periodo di lockdown, dalle misure restrittive come ad esempio gli accessi contingentati».
La scelta del sindaco Nico Giberti non convince nemmeno come tutela agli abitanti: «Siamo sicuri che questa “soluzione” serva a fermare i disagi? Chi ci assicura che i giovani dopo le 24 non continuino a restare in giro per le vie del centro? Si manifesta quindi l’incapacità di tutelare contemporaneamente i commercianti e i residenti del centro. Una privazione della libertà degli avventori rispettosi che non potranno fruire di alcuni servizi».
Il sindaco Giberti sul punto replica: «Capisco il disagio economico provocato dal Covid, ma visto il numero di ragazzi che affolla via Caduti e piazza Cavicchioni, serviva un intervento da parte mia come autorità sanitaria. L’epidemia non è affatto passata e oggi, con l’apertura delle scuole, non possiamo permetterci un focolaio, che avrebbe ripercussioni gravi sugli istituti scolastici. L’ordinanza dura tre settimane ed è in vigore per due sere la settimana. Capisco possa essere una decisione impopolare, ma non è stata presa con leggerezza. Su temi così importanti non si può amministrare cercando il consenso». —
Adr.Ar.
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